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Attualità

Una mamma picchia un politico per le responsabilità a Rigopiano

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Maria Sole Bosaia
Mamme e genitori delle vittime di Rogopiano (fonte: Facebook/Rigopiano in attesa del Fiore

Una mamma  ha aggredito un imputato del processo per la tragedia avvenuta all’Hotel Rigopiano di Farindola.

Unimamme, ormai sono trascorsi quasi 2 anni da quando, il 18 gennaio del 2017, una valanga travolse l’hotel Rigopiano di Farindola (Pescara), facendo 29 vittime.

Rigopiano: imputato viene picchiato dalla parente di una vittima

fonte. web/mamma di Rigopiano aggredisce un imputato

Ora si è aperto il processo presso il tribunale di Pescara per stabilire le responsabilità delle varie autorità che, in quel giorno disgraziato, ebbero parte o meno, questo lo decideranno le autorità, nel disastro. Mentre c’era una pausa durante la seconda udienza preliminare su quanto avvenuto l’ex sindaco di Farindola, Massimiliano Giancaterino, è stato aggredito mentre si trovava presso il bar del Tribunale di Pescara.

Giancaterino è uno dei 25 imputati del processo. La donna si è scagliata su di lui prendendolo a pugni alle spalle e l’uomo è crollato a terra.

Ad aggredirlo in questo modo è stata  Maria Perilli, madre di Stefano Feniello, una delle 29 vittime della tragedia. “Hai firmato la condanna a morte di mio figlio” ha urlato la donna. Stefano, tra l’altro, è al momento l’unica persona condannata per aver voluto portare dei fiori al figlio.

LEGGI ANCHE > HA PORTATO FIORI SULLA TOMBA DEL FIGLIO A RIGOPIANO: ORA è SOTTO PROCESSO

Sono arrivate subito le forze dell’ordine e, in seguito, anche gli operatori del 118 che lo hanno medicato.

L’ex sindaco, una volta ripresosi, ha commentato: “stavo prendendo un caffè con i miei avvocati quando sono stato aggredito. Non so da chi, era una donna. Mi ha picchiato, mi ha riempito di botte. Segue querela”. 

La mamma in questione, Maria Perilli, ha fornito la sua versione, raccontando cosa ha mosso la sua furia. “Era al bar allegramente quando è stato lui a firmare la condanna a morte di mio figlio e allora l’ho preso a pugni. Lui è il doppio di me quindi potete immaginare il male che gli ho fatto”.

La donna ha aggiunto: “è stato lui a firmare i primi documenti per l’ampliamento dell’albergo e ha dato la possibilità all’albergo, da quel momento, di essere aperto anche durante l’inverno, non solo d’estate, quindi ha condannato a morte Stefano”.

Unimamme, cosa ne pensate di questa vicenda di cui si parla su Ansa?

Maria Sole Bosaia

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