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Primi 1000 giorni: le pratiche buone e quelle cattive delle mamme italiane | FOTO

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Valentina Crea

Osservati i bambini sotto i 2 anni. Le pratiche buone e quelle cattive delle mamme. Lo studio del Ministero con l’Istituto superiore di sanità.

Primi 1000 giorni: le pratiche buone e quelle cattive delle mamme italiane | FOTO – Universomamma.it

Da un recente rapporto è emero che le mamme italiane sono diventate più consapevoli su molte delle “buone pratiche” da attuare per favorire un sano sviluppo dei bambini a partire da quando sono ancora nel pancione. Resta però ancora da promuovere alcuni comportamenti importanti come l’assunzione di acido folico in gravidanza per la prevenzione di malformazioni congenite e la promozione dell’allattamento al seno.

E’ quello che emerge dai primi risultati del “Sistema di sorveglianza sui determinanti di salute nella prima infanzia” coordinato dall’Istituto superiore di sanità. Lo studio è stato presentato in un convegno ed ha coinvolto circa 30.000 mamme di bambini fino a 2 anni di età, utilizzando un questionario anonimo autocompilato presso i Centri Vaccinali tra dicembre 2018 ed aprile 2019. In tutte le 11 Regioni coinvolte nella rilevazione il tasso di partecipazione è risultato superiore al 95%.

Pratiche buone e quelle cattive delle mamme: ecco in cosa si sbaglia ancora

All’Istituto Superiore di Sanità i primi risultati del Sistema di Sorveglianza sui bambini 0-2 anni. La Direttrice del Centro Nazionale Prevenzione delle Malattie e Promozione della Salute, Angela Spinelli, ha spiegato i dati raccolti durante la sorveglianza: “Nel periodo compreso tra il concepimento e il compimento del secondo anno di vita si pongono le basi per lo sviluppo psico-fisico del bambino. La nuova Sorveglianza raccoglie importanti informazioni su alcuni determinanti di salute dei bambini, mostrando ampia variabilità nei comportamenti e ampio margine di azione e di miglioramento. I risultati, se evidenziano che ormai molti genitori hanno compreso l’importanza di mettere a dormire i neonati a pancia in su ed è diminuita la percentuale di mamme che non allattano, mettono anche in risalto che ancora solo una mamma su 4 allatta il proprio bambino in maniera esclusiva a 4-5 mesi di vita e ancora molte non assumono l’acido folico prima dell’inizio della gravidanza”.

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In base ai dati dello studio si riscontra che:

  • il 93,8%delle mamme riferisce di non aver fumato in gravidanza. Fumare in gravidanza aumenta il rischio di basso peso alla nascita, prematurità, mortalità perinatale.
  • il 64%mette a dormire il proprio bambino a pancia in su nel rispetto di quanto raccomandato per prevenire la morte improvvisa in culla
  • l’80,5%intende vaccinare i propri figli ricorrendo sia alle vaccinazioni obbligatorie che a quelle raccomandate
  • quasi tutte le mamme(97,3%) hanno assunto acido folico in occasione della gravidanza, ma poche (21,7%) lo hanno fatto in maniera appropriata iniziandolo almeno un mese prima del concepimento.
  • Risulta alta la percentuale di bambini potenzialmente esposti a fumo passivoa causa della convivenza con almeno un genitore e/o un’altra persona fumatrice (41,9%).
  • Il 19.7% delle mamme ha riferito di aver assunto in gravidanza alcol almeno 2-3 volte al mese. L’assunzione di alcol in gravidanza e in allattamento può associarsi  a spettro dei disordini feto-alcolici (FASD), aborto spontaneo, parto pretermine, basso peso alla nascita, alcune malformazioni congenite, sindrome della morte improvvisa in culla (SIDS) e alcune difficoltà cognitive e relazionali.
  • Il 34.9 % delle mamme ha ammesso di aver assunto alcol 2-3 volte al mese in fase di allattamento.

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Per quanto riguarda l’allattamento al seno sono ancora “Troppo pochi i bambini allattati in maniera esclusiva per il tempo raccomandato dall’OMS”:

  • appena il 23,6% a 4-5 mesi di età
  • un bambino su dieci risulta inoltre non essere mai stato allattato.

Inoltre dalla Sorveglienza è emerso che circa il 15% delle mamme di bambini con meno di 6 mesi riferisce di avere difficoltà nel farli stare seduti e allacciati al seggiolino, quota che sale al 34,2% sopra l’anno di età.
Lo studio ha preso in esame anche il tempo che i bambini passano davanti agli schermi dei dispositivi elettronici, già a partire dal primo mese di vita:

  • il 34,3% dei piccoli sotto ai 6 mesi
  • ben il 76,4% dei bambini oltre l’anno di età. Viene raccomandato di utilizzare queste tecnologie in presenza di un adulto e di evitarne l’uso tra i bambini al di sotto dei 2 anni di vita.
Primi 1000 giorni: le pratiche buone e quelle cattive delle mamme italiane | FOTO – Universomamma.it

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E’ emerso che non al 44.7% dei bambini nella fascia di età 6-12 mesi e al 34,7% nella fascia oltre i 12 mesi non è mai stato letto un libro. Come si legge nel rapporto, i bambini a cui sono stati letti regolarmente libri tutti i giorni della settimana sono invece rispettivamente il 15,5% tra i più piccoli e il 21,6% sopra i 12 mesi. Infine è emerso che il rischio di incorrere in un incidente domestico risulta elevato tra i bambini, in particolare sotto i 5 anni di età. Il 6,3% delle mamme di bambini di età inferiore a 6 mesi ha dichiarato di essersi rivolto a un medico (pediatra o altro) e/o al pronto soccorso per un incidente domestico occorso al proprio figlio e la prevalenza cresce raggiungendo il 19,8% sopra l’anno di età.

Voi unimamme eravate a conoscenza di questi dati? Cosa ne pensate?

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Valentina Crea

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