Coronavirus il papà di una bimba di 8 anni contagiata si sfoga. La piccola è stata messa alla gogna nelle chat di paese.
Una bambina di otto anni che vive con la sua famiglia a Curtarolo, in provincia di Padova, è risultata positiva al test per identificare il coronavirus. La piccola è stata letteralmente messa all’indice in alcune chat di Whatsapp e gruppi Facebook dei Paesi. Prima ancora dei risultati del test già circolava il suo nome, cognome ed persino una fotografia. A dare conferma di ciò il padre della piccola che ha rilasciato un’intervista a Repubblica a cura di Enrico Ferro.
Si pensava che i bambini non potessero contrarre il virus, purtroppo in provincia di Padova c’è stata un’alta incidenza di casi che hanno riguardato i bambini. Mercoledì due genitori hanno appreso che la loro figlia maggiore, 8 anni, è risultata positiva al test. Con lei anche altri parenti sono risultati positivi, come il nonno che al momento è ricoverato in terapia intensiva. La piccola non mostra sintomi, gioca e disegna tranquillamente sotto lo sguardo vigile dei genitori che sono pronti a cogliere qualsiasi sintomo della figlia. Il papà della piccola intervistato da Repubblica ha dichiarato: “Mia figlia, al momento, è asintomatica. I miei incubi comunque sono due: ho anche mio padre in terapia intensiva“. Sembrerebbe che tutto abbia avuto inizio il 14 febbraio, il giorno di San Valentino, quando tutta la famiglia si è riunita per una cena. Oltre al nonno della piccola, che era da poco tornato da un viaggio di lavoro a Lodi, anche la nonna ed uno zio sono risultati positivi. La mamma ed il papà sono negativi, come anche la piccolo di casa, 3 anni.
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Quando hanno saputo il risultato del test, il papà ha avuto difficoltà ad accettare la notizia: “Mercoledì mattina alle 9.45 il laboratorio analisi ci ha comunicato la positività. Non so come ho fatto a reggermi in piedi. Non è facile sentirselo dire, anche se, al momento, mia figlia non ha nemmeno una linea di febbre. Ho subito pensato a lei, a ciò che potrà accadere da qui in avanti. Ho pensato anche agli altri bambini, a tutti quelli che sono venuti a contatto con lei”. La scuola che la bambina frequenta è stata chiusa ed i sui compagni dovranno fare tutti il test.
Adesso tutta la famiglia è in quarantena in casa in via precauzionale. Per cercare di tranquillizzare la figlia, il papà le ha detto: “Le abbiamo detto del fiorellino e lei l’ha preso come un gioco. L’abbiamo rassicurata, le abbiamo detto di fidarsi dei medici“. Anche se hanno cercato di rassicurare la figlia, il loro stato d’animo non è sereno, sono preoccupati e molto agitati perché qualcuno ha diffuso informazioni personali della famiglia: “Qualcuno del paese ha messo in rete i dati sensibili miei, della mia famiglia, di mia figlia. Non può essere dignitosa una cosa del genere. Non ci può essere una simile caccia all’appestato. Fuori è uno schifo“.
La paura del coronavirus non ha risparmiato nemmeno una bambina di soli 8 anni: “Un’ora prima che il laboratorio ci comunicasse la positività di mia figlia già i nostri nomi giravano in rete. C’è gente irresponsabile che sui social, specie sui gruppi Facebook dei paesi, fomenta odio e paura. Ho già contattato i carabinieri. Le indagini sono in corso“. Poi ha concluso: “Capisco l’emotività del momento ma qualcuno dovrebbe anche provare a mettersi nei nostri panni. Non può essere dignitosa una cosa del genere. Non ci può essere una simile caccia all’appestato“.
Voi unimamme eravate a conoscenza di questa notizia? E’ possibile essere così duri contro una bambina di soli 8 anni?
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