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Didattica a distanza e salute dell’occhio: come evitare patologie | VIDEO

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Valentina Crea

Una tecnica per tutelare la salute dell’occhio che viene consigliata alle persone, soprattutto studenti, che passano molto tempo davanti agli schermi.

Didattica a distanza e salute dell’occhio: come evitare patologie | VIDEO – Universomamma.it

In questo periodo che le scuole sono chiuse, i ragazzi trascorrono ancora più tempo davanti gli schermi di smarphone, tablet o pc. Secondo dei dati che sono stati resi noti dall’Unicef, sono più di un miliardo gli studenti che sono costretti a studiare a distanza.

Didattica a distanza: anche la salute dell’occhio deve essere tutelata

Un recente ricerca indica che i bambini, tra i 9 ed i 12 anni, passavano già tante ore, circa 4, al giorno davanti a schermi e computer. Gli adolescenti tra i 13 e i 18 anni anche 7 ore al giorno le passavano davanti a dispositivi, ad esclusione dei lassi di tempo dedicati a scopi scolastici. In questi mesi, con le scuole e le università chiuse durante l’emergenza sanitaria mondiale il tempo che si passa davanti agli schermi si è moltiplicato anche perché le attività di smart-schooling sono divenute obbligatorie per il proseguimento della didattica scolastica ed universitaria. Alcuni esperti internazionali della società scientifica statunitense Tfos (Tear Film & Ocular Surface Society) hanno realizzato un video rivolto alla popolazione più giovane che si trova in isolamento per insegnare loro a fare piccole pause dagli schermi, secondo la regola 20-20-20.

Come riportato anche da Ansa Salute e Benessere, per seguire questa regola consiglia che:

  • Ogni 20 minuti di visione da vicino fissa un punto lontano 20 piedi (poco più di 6 metri) per almeno 20 secondi.
  • Ogni 20 minuti chiudi le palpebre e poi strizzale leggermente per 2 secondi svolgendo un ammiccamento.

LEGGI ANCHE > “A SCUOLA FINO A META’ LUGLIO”: L’ESEMPIO DEGLI ALTRI PAESI

Il dottore Stefano Barabino, responsabile del Centro superficie oculare e occhio secco dell’ospedale Sacco di Milano ha spiegato l’utilità di questo esercizio: “L’esposizione prolungata a schermi digitali determina una più rapida evaporazione del film lacrimale, quel sottile strato di liquido che riveste la superficie oculare. Il motivo risiede nello scarso o incompleto “ammiccamento”,”blink” in inglese: gli occhi vengono strizzati meno di frequente e questo rallenta la diffusione del film lacrimale sulla superficie dell’occhio con conseguenze che vanno dall’affaticamento al bruciore, dall’irritazione al dolore. Se lo stimolo persiste a lungo questo provoca una infiammazione che può diventare cronica. Studi hanno dimostrato che la visione di fronte a schermi digitali determina una diminuzione del rateo di ammiccamento del 40%“.

Sbattere le palpebre serve a mantenere intatto il film lacrimale che ci fa vedere nitidamente e ci protegge da corpi estranei e sostanze irritanti. Fissare gli schermi per periodi prolungati di tempo significa sbattere le palpebre meno frequentemente e aumentare il rischio di sviluppare i sintomi della malattia dell’occhio secco. Come sottolineato da Amy Gallant Sullivan, executive director di Tfos: “La malattia dell’occhio secco è sempre più un disturbo che osserviamo nella popolazione dei giovanissimi e non è più appannaggio solo della popolazione anziana o delle donne nel periodo che segue la menopausa“.

Voi unimamme eravate a conoscenza di questa tecnica consigliata dagli esperti? Cosa ne pensate?

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