I cuccioli sono irresistibili: la spiegazione scientifica | FOTO

Perchè i cuccioli sono irresistibili: si tratta di una “spinta ancestrale” che avviene in presenza di determinate proporzioni e tratti fisici. E’ quanto dice la scienza.

I cuccioli sono irresistibili: la spiegazione scientifica | FOTO | Universomamma.it

Diamo oramai per scontato che i cuccioli piacciano a tutti, anche se appartengono ad altre specie, ma se ci soffermiamo un attimo a rifletterci sopra è in realtà una cosa incredibile. Cosa è che ci fa provare questa tenerezza e che ci spinge a proteggerli? Noi esseri umani troviamo irresistibili i cuccioli anche appartenenti a molte altre specie, come ad esempio i leoncini, i gattini, gli orsetti, personalmente è difficile che io non trovi irresistibile un cucciolo di una qualsiasi altra specie.

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I tratti dello “schema bambino”: il segreto della tenerezza dei cuccioli

Secondo il famoso l’etologo Konrad Lorenz esiste una spinta ancestrale che avviene in presenza di determinate proporzioni fisiche ed alcuni tratti caratteristici dei cuccioli che lui nel 1943 definisce “schema bambino” (Kindehenschema):

  • come la testa grossa rispetto al corpo
  • occhi grandi
  • bocca e naso piccini
  • forme arrotondate.

L’evoluzione ci ha portato ad avere una reazione di tenerezza e apprensione di fronte a questo schema ed avviene anche nelle altre specie e davanti a cuccioli appartenenti a specie diverse qualche volta. Soprattutto se si tratta di cuccioli di mammiferi che come noi nascono bisognosi di cure da parte dell’adulto, come spiega nel suo studio Daniel Kruger (University of Michigan, USA), “Lorenz riteneva che i tratti dello “schema bambino” , importanti per suscitare cure, siano simili tra le specie”.

Negli esseri umani sembra che la risposta allo “schema bambino” dipenda anche dal genere. Le donne più degli uomini sono sensibili alle espressioni facciali nei bambini. Questo ha portato Sprengelmeyer, nel 2009 a teorizzare che siano gli ormoni femminili ad avere un ruolo in tale risposta.

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Sono molte le ricerche che hanno messo in evidenza una risposta del cervello alla vista di un cucciolo. I vari esperimenti hanno mostrato che vengono infatti attivate delle aree legate all’attenzione e alla ricompensa. Si attiva l’area del sistema mesocorticolimbico che è associata ai processi motivazionali e nel nostro corpo viene rilasciata dopamina, il neurotrasmettitore che contribuisce ad inibire la produzione di prolattina, e viene rilasciato quando ci innamoriamo o quando partoriamo atttivando il “senso materno”. Secondo la ricerca di Katherine Stavropoulos (University of California, USA) alla vista di un cucciolo l’essere umano perde proprio la testa in senso positivo, è sopraffatto dalla tenerezza e sente l’esigenza di aggredirlo benevolmente, stringerlo e strizzarlo. Gli specialisti hanno identificato questi istinti di amore “aggressivo” definendolo “cute aggression”, che si può tradurre come “aggressività tenera”.  In sostanza, lo studio sembra evidenziare che la cute aggression è il modo del cervello di mediare con la sensazione di sopraffazione.

Negli esperimenti di Kruger i volontari hanno definito “carini” i piccoli di uccelli e di rettili, di specie che hanno bisogno delle cure dei genitori o che nascono già indipendenti. Inoltre i volontari hanno considerato carini anche i cuccioli immaturi, specialmente i pulcini ma anche i coccodrillini e si sono detti disposti a tenerli in braccio.

Nel 1984 Wilson ha coniato il termine per l’attrazione che si può provare per gli altri animali “Biophilia Hypothesis”. Anche nei bambini sembra attivarsi  questa attrazione  per le altre specie che  emerge verso i 3 anni secondo lo studio del 2019 “Baby schema in human and animal faces induces cuteness perception and gaze allocation in children” di Marta Borgi e Francesca Cirulli. Secondo uno studio olandese del 2013 persone con un alto livello di empatia, sembrano essere maggiormente ricettive al Baby schema, mentre gli individui risultati narcisistici o insicuri hanno dimostrato essere i meno ricettivi.

Lo “schema bambino” si è dimostrato utile anche nel design e nel marketing. Sull’ International Journal of Design, è stato pubblicato uno studio nel quale è stata modificata la carrozzeria anteriore di un’auto ispirandosi allo “schema bambino” hanno reso le sue linee più morbide, con fanali grandi, quasi fosse un viso di bambino. La vettura modificata ha avuto molto più successo dell’altra.

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E voi unimamme cosa ne pensate di questa teoria dello “schema bambino” di cui parla focus?

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