Salute del bambino: la teoria dei primi 1000 giorni spiegata dagli esperti

La teoria dei prime 1000 giorni per spiegare come, non solo i geni, la salute del bambino venga influenzata da diversi fattori.

Teoria dei primi 1000 giorni
Salute del bambino: la teoria dei primi 1000 giorni spiegata dagli esperti – Universomamma.it

Gli esperti del istituto Bambino Gesù per la Salute hanno pubblicato il loro nuovo numero della rivista “A Scuola di Salute”, nella quale affrontano la teoria dei 1000 giorni. Si tratta di un modo molto semplice di spiegare come la salute ed il benessere del bambino possa variare a seconda di quello che succedere nel periodo che va da prima del concepimento fino al secondo anno di età.

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Teoria dei primi 1000 giorni: l’ambiente importante come i geni

I primi 1000 giorni di un bambino sono un periodo cruciale ed importante, per questo gli esperti hanno dato delle indicazioni e dei consigli pratici su come affrontare questo periodo. Già la Sipps, società italiana di Pediatria Preventiva e Sociale ne aveva parlato.

L’Ospedale della Santa Sede ha da tempo sviluppato la piattaforma Mammainforma, dedicata proprio a questo periodo cruciale per la salute di ogni bambino. I bambini non ereditano dai genitori solo il patrimonio genetico, ma anche l’ambiente che li circonda, a partire da prima del concepimento. Infatti, lo stile di vita va ad influire sugli ovociti della mamma e sugli spermatozoi del papà così da condizionare il funzionamento dei geni del bambino. Dopo il concepimento gli stimoli esterni continuano a influenzare il feto attraverso l’utero della madre e, dopo la nascita, direttamente dall’ambiente in cui vive il bambino. Quindi l’ambiente, le persone e gli stimoli psicologici sono in grado di regolare il funzionamento dei geni, di “spegnerne” alcuni e di “accenderne” altri, di rallentarne il funzionamento o di accelerarlo.

Teoria dei primi 1000 giorni
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Come spiegato dagli esperti si parla di “primi mille giorni” perché è in questo periodo di tempo, dal concepimento fino ai due anni di età, che si forma gran parte dell’organismo. E proprio perché “in via di costruzione“, è più facile modificarlo, adattarlo all’ambiente: “nei primi periodi di vita l’organismo è plastico, cioè è più facilmente malleabile“.

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I fattori principali sono diversi, tra i quali:

  • Il comportamento della mamma durante la gravidanza: l’alimentazione, l’esercizio fisico e l’assenza di stress sono tutti elementi che influenzeranno in modo estremamente importante lo sviluppo del sistema nervoso e la programmazione fetale, cioè la programmazione della funzione di tutti gli organi del feto.
  • La vitamina B9 a esempio è fondamentale per garantire un normale sviluppo degli organi nel feto. Può essere assunta come acido folico o come folati presenti negli alimenti, principalmente: arance, kiwi, fragole, asparagi, carciofi, spinaci, bieta, ceci, lenticchie, fave, fagioli. Assumere medicinali solo dopo aver consultato il proprio medico.
  • Il comportamento del papà deve essere monitorato a partire da 180 giorni prima del concepimento. Il suo contributo alla salute del bambino inizia infatti da allora. Infatti se il papà fuma, fa abuso di alcol o si espone a sostanze tossiche ci possono essere delle ripercussione sulla salute del nascituro. Queste abitudini possono influire negativamente sia sul peso del bambino alla nascita e sia sul suo stato di salute. Anche se nessuno di questi fattori ambientali è in grado di modificare i geni, tutti sono in grado di alterare il loro funzionamento.
  • Lo stile di vita del bambino nei primi due anni. Si deve tener conto dell’alimentazione, anche quella della mamma se lo allatta al seno, ma anche il rapporto tra i genitori può diventare fondamentale: il bambino risente molto di un clima familiare favorevole. Inoltre è importante che dopo il primo anno di vita di facciano tre ore al giorno di movimento fisico.

Il professore Alberto G. Ugazio, il direttore del magazine, ha spiegato l’importanza dei primi 1000 giorni: “Fino a qualche decennio fa, pensavamo che le caratteristiche fisiche, biologiche e i comportamenti di tutti noi prendessero origine esclusivamente dai geni che abbiamo ereditato dalla madre e dal padre. Oggi, è ormai chiaro che le cose vanno diversamente, che non sono così semplici. Prestare la dovuta attenzione allo stile di vita e all’ambiente che ci circonda, dalle settimane che precedono il concepimento fino al secondo anno di età, non solo aiuta lo stato di salute del bambino, ma anche dell’adulto che sarà“.

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Voi unimamme eravate a conoscenza di questa teoria? Cosa ne pensate? Noi vi invitiamo a leggere con attenzione il nuovo numero della rivista e a visitare la piattaforma Mammainforma.

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