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Parto

Hypnobirthing: cos’è e come funziona il parto con l’ipnosi?

Published by
Laura D'Arpa

L’Hypnobirthing è una pratica che sta spopolando in Inghilterra, ma anche in altre parti del mondo. Ma cos’è il parto con l’ipnosi?

Hypnobirthing (fonte unsplash)

Quando Kate Middleton e Meghan Markle hanno dato alla luce i loro splendidi bambini ha fatto molto discutere la pratica a cui sono ricorse per partorire.

Fino a quel momento in Italia non si era mai parlato del parto con l’ipnosi, attività molto diffusa già da diverso tempo nel Regno Unito.

Per il momento nel nostro Paese sono pochi i corsi preparto che aiutano le donne a praticare l’ipnosi, ma dal momento che l’esercizio sta spopolando, qualcosa si muove anche qui.

Ma in che cosa consiste l’hypnobirthing?

Sostanzialmente la tecnica insegna alle quasi mamme che si avvicinano al parto di rilassarsi ed essere più serene nel momento in cui partoriscono.

L’obiettivo è quello di affrontare quel fatidico momento con meno dolore possibile. Sì perché una delle preoccupazioni più grandi da parte delle partorienti è quella di sentire troppo dolore e di non saperlo gestire.

In Gran Bretagna il metodo inizia a farsi spazio nel 1933 dall’opera del ginecologo Grantly Dick-Read, intitolata Childbirth without fear, che è stato uno dei primi medici a porre l’attenzione su quanto le ansie di una partoriente potessero influire e aumentare i dolori del parto.

Ad ampliare i suoi studi, successivamente, è stata Katharine Graves che ha fondato il metodo dell’hypnobirthing seguito poi dalle due reali inglesi.

Questo si basa sul fatto di far produrre alla donna, durante il parto, degli ormoni giusti, come l’ossitocina che aiuta l’utero a contrarsi meglio.

Hypnobirthing: come e in cosa consiste il parto con ipnosi

Donna partoriente (fonte Instagram @cami_melofoto)

Il momento del parto, quindi, attanaglia molte donne sia perché incerte in che modo procedere se con un taglio cesareo o con un parto naturale e in secondo luogo perché impaurite dai dolori che protrebbero sentire.

L’hypnobirthing, quindi, è un vero e proprio corso preparto che aiuta le mamme ad autorilassarsi. L’obiettivo da raggiungere è che le partorienti riescano ad effettuare questa tecnina in autonomia, senza mai perdere lo stato di coscienza durante il parto.

LEGGI ANCHE: Gli effetti del lockdown sul parto prematuro spiegati da un esperto

Inoltre il corso rende le donne molto più cosapevoli del parto e di quello che dovranno affrontare in modo tale che siano loro stesse a capire cosa sia meglio per loro e per il bebé.

La psicologa Ilaria Giangiacomo in un’intervista su Donna Moderna ha dichiarato: “Le donne che lo frequentano imparano a entrare in uno stato di auto-rilassamento profondo con l’ausilio di tracce audio e tecniche di respirazione abbinate alla visualizzazione d’immagini. Ad esempio un esercizio consiste nell’immaginare una mongolfiera che si eleva. Un pallone aerostatico che spicca il volo compie infatti un movimento verso l’alto. La stessa direzione verso cui si protende l’utero nel momento in cui si mette alla luce un bambino”.

LEGGI ANCHE: Gli effetti del parto cesareo sulla salute dei neonati, i nuovi studi

Insomma l’hypnobirthing cerca di sviluppare alcuni sensi come l’udito e la vista per fare in modo che la donna, durante il parto, li utilizzi per tranquillizzarsi e soprattutto rilassare il resto del corpo.

Il dolore in questo modo viene percepito diversamente e meno intensamente perché sentito lontano dal proprio fisico.

Inoltre la tecnica in Inghilterra viene utilizzata con tutti i tipi di parto da quello naturale fino al cesareo.

Come si è detto in precedenza, la pratica in Italia è molto giovane e ancora è trovabile in pochissimi centri. Ma ci sono delle figure tra ginecologhe, psicologhe e ostetriche che, conoscendo il metodo, lo sottopongono alle loro pazienti.

Sempre in base a ciò che si legge sulla pratica pare che il corso dia i suoi frutti se iniziato fin dalla ventesima settimana di gestazione.

Il metodo, quindi, apporta dei benefici per le neomamme sia durante la gestazione sia nel postparto, cioè aiuta a prevenire quei traumi derivanti dal parto che possono poi sfociare in una vera e propria depressione.

Insomma visti i risultati ottenuti con Kate e Meghan forse è il caso di approfondire la tecnica e mettersi a conoscenza dei benefici che si possono ottenere.

Donna che sta per partorire (fonte unsplash)

LEGGI ANCHE: Parto: la nuova indagine sulla soddisfazione delle donne in Italia

E voi Unimamme conoscevate questa nuova tecnica?

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Laura D'Arpa

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