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Il preside del Liceo romano controbbatte alla polemica sulle minigonne

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roberta papa

Il Preside del Liceo Socrate ha scritto un comunicato nel quale si esprime sulla polemica nata a proposito delle minigonne da parte di alcune studentesse

immagine da adobestock

La notizia della rivolta delle studentesse in minigonna al Liceo romano Socrate è stata commentata dal Preside che ha detto di voler fare accertamenti

Il Preside del liceo chiede chiarimenti alle studentesse sulla polemica delle minigonne

immagine da adobestock

La rivolta partita da un collettivo di studentesse del liceo romano Socrate del quartiere Garbatella è scaturita da una frase che la vicepreside avrebbe detto a una ragazza, invitando lei e le altre a non vestire in abiti succinti perchè non essendoci ancora i nuovi banchi a qualche professore poteva “cadere l’occhio“.

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Le ragazze si sono attivate e attraverso i social hanno fatto circolare una foto di alcune ragazze che si sono presentate in minigonna a scuola in forma di protesta e hanno scritto un cartello che citava testualmente “non è colpa nostra se gli cade l’occhio. #stopallaviolenzadigenere

La cosa ha avuto molto risalto, sia attraverso i canali social sia attraverso la stampa, tanto che la presidente della commissione regionale per la Scuola e le Pari Opportunità, il ministero stesso dell’istruzione e l’Associazione nazionale Presidi si sono espressi in maniera critica sull’accaduto e hanno invitato la scuola a dare chiarimenti.

La replica del Preside Carlo Firmani è arrivata per ora attraverso una nota nella quale ribadisce che “il liceo Socrate è fieramente da sempre attento al rispetto di tutte le individualità e di tutte le opinioni, libere di esprimersi, all’interno del perimetro segnato solo dalla Costituzione e dal codice penale ed è altrettanto attento alle questioni di genere, oggetto peraltro di uno dei tavoli di lavoro permanenti che la scuola, capofila nazionale della Rete scuole Green, ha istituito e nel quale lavorano insieme studentesse, studenti e docenti”.

Nella nota il Preside ha anche detto che si riserva di parlare con le studentesse interessate per ricevere chiarimenti sulla questione e che “l’occasione potrà essere comunque oggetto di un’ampia riflessione collettiva, nel rispetto della funzione eminentemente formativa e culturale che la scuola da sempre incarna”.

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Dunque le parole del Preside sulla polemica delle minigonne sembrano di decisa condanna per quanto sembra aver detto la professoressa alla studentessa, che hanno scatenato la rabbia delle studnetesse ma anche delle famiglie, che in un momento di emergenza in cui i loro figli fanno lezione sulle sedie o seduti a terra perché la scuola ancora non ha ricevuto i nuovi banchi dal ministero, la richiesta è sembrata per alcuni di loro un voler deviare l’attenzione dalle problematiche più serie che bisogna affrontare.

Bisogna dire che il dress code scolastico è da sempre motivo di dibattito tra famiglie, studenti e scuola. In diverse occasioni è stato oggetto di polemiche e tensioni, si tratta di una questione sempre in bilico tra la libertà di espressione personale e il rispetto dell’istituzione che la scuola rappresenta e delle regole sociali.

Le studentesse dei collettivi dai quali è partita la protesta hanno però specificato che in questo caso la questione non è solo sull’abbigliamento, ma piuttosto una questione etica ed educativa, dichiarando che “La scuola è e deve essere una forza motrice nello scardinare la cultura che rende le ragazze e le donne oggetti e colpevoli. È nelle aule che si formano i cittadini e le cittadine di domani, ed è da lì che deve partire una nuova consapevolezza per i nostri corpi e i nostri modi di essere. Il Socrate e la sua comunità di studentesse e studenti e professoresse e professori, ci ha sempre insegnato questo, a conoscere noi stessi e noi stesse ed essere liberi e libere di esprimerci”.

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Dunque la questione è tutt’altro che conclusa, ma di sicuro la frase che sembra sia stata detta dalla prof. ha scatenato polemiche che vanno ben oltre l’abbigliamento e toccano temi delicati come la discriminazione, la violenza di genere e la libertà di espressione.

immagine da adobestock

E voi unimamme cosa ne pensate di quanto è accaduto in questo Liceo romano?

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roberta papa

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