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Lasciar piangere il neonato? Non fatelo, è a rischio la sua salute

Published by
Laura D'Arpa

Molti genitori sono convinti che lasciare piangere il neonato possa essere educativo per quest’ultimo, ma si è scoperto che non è così.

Lasciar piangere il neonato (fonte unsplash)

Tanti sono gli studi che sottolineano quanto sia importante responsabilizzare il neonato fin dai primi giorni di vita, lasciandolo piangere quando ce n’è bisogno.

Una delle teorie più note a riguardo è del Dottor Richard Ferber – neurologo e pediatra dell’Università di Harvard e presso l’ospedale di Boston – il quale sostiene di lasciar piangere il bambino per periodi di tempo sempre più lunghi fino al momento in cui il piccolo non si arrende.

Come si è visto in un articolo precedente, il pianto del neonato di solito è scatenato da una serie di motivazioni che possono essere bisogno di contatto fisico, l’avere fame, essere stressato o addirittura annoiato.

Il bambino non essendo ancora in grado di parlare, l’unico mezzo che ha per comunicare con gli adulti è proprio questo di piangere.

In ogni caso, nonostante le varie teorie, è necessario chiarire un aspetto: il fatto che non è chiaro cosa accada al bambino che viene lasciato piangere in una situazione come questa.

Tuttavia però si è riscontrato che il livello di stress diventa molto alto, cosa che non è sostenibile da parte di un bambino appena nato.

Perciò le conseguenze psicofisiche potrebbero essere moltissime e manifestarsi anche dopo i primi mesi di vita.

Lasciar piangere il neonato? Fa male alla sua salute

Neonato che piange (fonte unsplash)

Insomma ignorare il pianto di un neonato è dannoso non solo per il piccolo, ma anche per tutta la famiglia.

LEGGI ANCHE: Il pianto del vostro bambino vi esaspera? Arriva l’app che riconosce cosa ha

Come si è scritto sopra urlando e piangendo il bambino cerca di comunicare con l’esterno una sua problematica e ignorarlo significa non ascoltare una precisa richiesta d’aiuto, attivando in lui la sensazione di non poter contare su nessuno.

Continuando a piangere il piccolo non potrà che sentirsi impotente, traendo quindi la conclusione di doversela cavare da solo e questo potrebbe comportare anche il futuro legame tra genitori e figlio.

Inoltre poi, in un momento come questo, il livello di stress del piccolo è davvero notevole e ciò potrebbe avere delle ripercussioni sul sistema nervoso centrale. Perciò le conseguenze potrebbero essere molteplici e influenzare anche la crescita del piccolo.

Da questa mancanza di ascolto e di affetto potrebbero derivare una serie di difficoltà come problemi affettivi, ansia e anche sintomi depressivi.

Di conseguenza anche i genitori vengono messi a dura prova da questo metodo perché non intervenire di fronte a un pianto infinito e lunghissimo può essere davvero difficile e ci vuole tanto autocontrollo.

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Dunque il livello di stress colpisce anche mamma e papà, cosa che potrebbe creare dei circoli viziosi in famiglia assolutamente non produttivi. Infatti se i genitori sono calmi riusciranno a trasmettere serenità e pace anche al bambino.

Ma c’è un aspetto da tenere in grande considerazione ed è il fatto che se naturalmente i genitori sono propensi ad andare a consolare il piccolo, evidentemente è un istinto primordiale a cui è impossibile poter sottostare.

Insomma le coccole e il contatto fisico sono fondamnetali per tutti i bambini, figuariamo quando sono neonati.

Ecco cosa ha dichiarato la Dottoressa Fabienne Becker-Stoll, direttrice dell’Istituto di Pedagogia infantile della Baviera, in un’intervista a SZ, noto quotidiano tedesco: “I bambini hanno bisogno di calore fisico su cui poter contare, al fine di soddisfare i loro bisogni psicologici elementari e di far diminuire lo stress. È solo in questo modo che possono costruire un legame saldo con i genitori e poi con le persone intorno a loro”.

Dunque il contatto fisico e il mostrare amore ai propri piccoli è davvero fondamentale, il consiglio è di lasciar perdere quegli studi che sostengono il contrario.

Neonato che piange (fonte unsplash)

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E voi unimamme come vi siete comportate davanti ai pianti isterici e infiniti dei vostri piccoli?

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Laura D'Arpa

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