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Cinture di castità “ostaggio” degli hackers: chiesto un lauto riscatto

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Maria Sole Bosaia

Alcune cinture di castità, usate nelle pratiche di sesso Bdsm sono state hackerate.

Unimamme, ormai da diverso tempo viviamo in una società iperconnessa, dove la tecnologia pervade moltissime cose.

A volte questo ci aiuta, semplifica le nostre azioni e ci consente di risparmiare tempo, altre volte, invece non va così.

Internet e la tecnologia, per esempio, sono arrivati anche ai giocattoli sessuali, il caso di cui vi parliamo oggi è lampante.

Gioco sessuale scoeprto dai pirati informatici

 

fonte: Cellmate

Le cinture di castità sono degli strumenti utilizzati dalle comunità bdsm, ovvero il bondage, queste gabbie bloccano l’organo genitale maschile finché il partner non lo libera con un comando, utilizzando internet.

Tutto ciò che è in rete però può essere hackerato, per esempio vi ricordiamo come i baby monitor per controllare i bambini possano essere utilizzati per spiarci.

Un hacker, cioè un pirata informatico, ha assunto il controllo delle cinture di castità ed è arrivato a chiedere un riscatto in bitcoin, una criptovaluta creata nel 2009.

Il riscatto era di ben 750 dollari, inoltre l’hacker ha scritto questo messaggio al malcapitato: “your cock is mine”, (il tuo c***o è mio).

Una persona vittima di questa ritorsione ha raccontato a Motherboard: Avevo perso il controllo del dispositivo che non potevo più sbloccare, ho ricevuto un messaggio dall’hacker che diceva di avere lui il controllo e mi diceva di volere dei soldi per liberarmi“.

L’uomo ha aggiunto che, per fortuna, lui non stava indossando la cintura di castità al momento dell’hackeraggio.

Ma come mai si è verificato questo attacco? La spiegazione è presto detta, il sistema aveva lasciato esposta una Api, ovvero una porta con cui lo strumento si collega a internet.

Cellmate, la società cinese che produce questi prodotti, non ha voluto commentare l’accaduto.

Il nostro consiglio è sempre quello di fare molta attenzione con tutti gli apparecchi elettronici, soprattutto in un caso tanto “delicato”.

Vi ricordiamo che ultimemente gli hackers sono intervenuti anche per disturbare le lezioni dei ragazzi, le riunioni di lavoro.

Unimamme a voi è mai capitato di subire qualche ricatto online?

Maria Sole Bosaia

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