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Il forno a microonde, sì o no? Le risposte degli esperti ai dubbi

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roberta papa

L’utilizzo del forno a microonde è spesso accompagnato da dubbi. Se volete sapere se e quanto è nocivo, leggete i risultati di alcuni studi e il parere degli esperti.

Ormai è presente in quasi tutte le case e per tantissime persone è un insostituibile alleato in cucina. Se è vero che il microonde può seguire i ritmi delle nostre vite frenetiche, è altrettanto vero che persistono ancora molti dubbi sul suo utilizzo, soprattutto per la cottura dei cibi.

Gli studi finora hanno espresso posizioni a volte in contrasto, e questo ha contribuito ad aumentare la confusione sull’argomento. Un nuovo studio ha riunito un po’ di materiale e ha cercato di fare chiarezza.

Vediamo insieme quando e perché può essere sconsigliato utilizzare il forno a microonde e qual è il giusto utilizzo.

Il forno a microonde non è sempre nocivo: gli studi che lo dimostrano

E’ da questo presupposto che parte gli studi riportati sul sito BBC Future.

Per fare chiarezza sugli studi che negli anni sono stati fatti sull’argomento, va innanzitutto precisato questo: non tutti gli alimenti rispondono allo stesso modo alla cottura al microonde.

Ne sono un esempio i broccoli, alimento ricco di flavonoidi, cioè i preziosi antiossidanti che fanno bene soprattutto al cuore. Da sempre considerati come un alimento che perdeva le sue sostanze nutritive con la cottura al microonde, uno studio del 2019 ha invece chiarito che se cotti al vapore e per pochissimi minuti nel microonde, questi alimenti manterrebbero addirittura le proprietà meglio che se fossero bolliti in pentola.

Ma ci sono alcuni alimenti che perdono importanti nutrienti con la cottura al microonde: la zucca, i piselli e i porri, ad esempio. Per questi, sarebbe meglio optare per la cottura tradizionale.

I broccoli, come gli spinaci, i peperoni e i fagiolini, invece, mantengono le sostanze se cotti al vapore al microonde.

Ma la vera differenza sulla salubrità dei cibi e della cottura al microonde la fanno i contenitori. Questo argomento è stato ampiamente trattato a livello scientifico, soprattutto da quando esistono i cibi precotti che vengono riscaldati direttamente nel microonde e da quando le mamme hanno iniziato ad utilizzare il microonde per scaldare il latte dei bambini. Ve ne avevamo già parlato in un approfondimento sull’uso del forno a microonde per scaldare gli alimenti. 

Da tempo si parla delle microplastiche e dei rischi del calore, che sarebbe in gradi di scioglierle e quindi di rilasciarle negli alimenti.

Il professore della Washington State University Juming Tang, ha evidenziato che nei contenitori che contengono polimeri, già a temperature superiori ai 100 gradi c’è il rilascio di sostanze dannose. Ecco perché questi contenitori non sono adatti al microonde, né alla cottura, né al riscaldamento, in quanto i 100 gradi sono facilmente raggiungibili anche quando si riscalda un cibo al microonde.

In particolare, tra le sostanze dannose che più ritroviamo nei contenitori in plastica ci sono gli ftalati e il bisfenolo (BPA). Queste sostanze, che purtroppo ritroviamo anche nella plastica per bambini, nei giocattoli e nei cosmetici, sono sostanze che possono provocare 

  • alterazioni ormonali
  • alterazioni metaboliche
  • resistenza all’insulina
  • ADHD
  • problemi di fertilità
  • rischio di diabete e ipertensione
  • asma

Succede, in pratica, che cuocendo o riscaldando i cibi in contenitori di plastica, le goccioline di vapore sprigionate si condensino sotto al coperchio. Qui raccolgono le sostanze che si sciolgono a temperature non molto alte, che poi ricadono sul cibo insieme all’acqua.

Cosa suggeriscono, quindi, gli esperti?

Il consiglio è quello di cercare di evitare l’utilizzo di contenitori in plastica per cuocere o riscaldare al microonde, oppure scegliere una plastica che non contenga queste sostanze dannose.

In alternativa, si può utilizzare la ceramica bianca, oppure il vetro adatto al microonde.

Inoltre, stare attenti a non riscaldare più volte gli alimenti già cotti: potrebbero avere sviluppati batteri e causare intossicazioni. In alcuni alimenti come la patata, il calore può sviluppare acrilammide, una sostanza cancerogena che è ancora oggetto di studio.

Per quanto riguarda gli alimenti e il latte di bambini e neonati, non riscaldarli direttamente nella plastica ma in un apposito contenitore e poi trasferirli nella plastica, facendo attenzione a scegliere quella di buona qualità dove espressamente indicata l’assenza di sostanze nocive.

Voi unimamme cosa ne pensate di questi consigli e queste novità sulla cottura al microonde riportate anche sul sito de Il Fatto Alimentare?

roberta papa

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