Da qualche anno si sente parlare sempre di più della psicomotricità per bambini. Si tratta di attività che impegnano mente e fisico dei piccoli.
Qua e là spuntano corsi e sedute per bambini di un’attività chiamata psicomotricità infantile. Non tutti conoscono questo termine ma non si tratta di nulla di complicato. La sintesi è che è un approccio multidisciplinare per aiutare i più piccoli a rapportarsi con l’ambiente e con gli altri. La psicomotricità mette insieme il gioco, la relazione con i coetanei e il movimento. Si può partire a pochi mesi e continuare con questa disciplina fino circa ai 10 anni di vita.
Esistono due concezioni di questa disciplina. Una educativa che si propone ai bambini delle materne ed elementari, e una invece utilizzata come terapia. La psicomotricità può servire infatti in caso si riscontrino alcuni ritardi nello sviluppo motorio e neurologico del bambino. Soprattutto se questi problemi emergono nella prima infanzia l’approccio psicomotorio può fare la differenza. Sviluppa un piano personalizzato in accordo fra esperti e famiglia del piccolo, valutando se prevedere altri tipi di sostegno.
Nelle scuole dell’infanzia l’ora di psicomotricità si svolge in palestra, dotando i bambini di calze antiscivolo e proponendo vari giochi. Alcuni sono molto dinamici mentre altri prevedono di imitare dei movimenti o simulare delle scene. Si vuole dare spazio a tutti, ai più scatenati come ai più timidi per potersi esprimere. Dal comportamento durante le attività si può capire molto di un bambino e delle sue potenzialità.
Proprio perché molto versatile ci sono anche attività di psicomotricità che si adattano bene anche all’ambiente domestico. Per chi ha un giardino si può con qualche cono e dei cerchi improvvisare un percorso a ostacoli, chiaramente adattato all’età del bambino. Slalom, salto a piedi uniti…magari anche con qualche passaggio da fare in gruppo collaborando (es. saltare la corda mentre due la tengono tesa). Se piove si può sempre costruire un percorso simile in casa con i cuscini, sempre che il salotto sia abbastanza grande.
I più piccoli (sotto i 4 anni) che sono ancora scoordinati per questa attività possono imparare movimenti semplici di ballo con delle canzoncine. Ne esistono molte dove la danza richiede di mimare alcune azioni semplici descritte (salutare, abbassarsi, far finta di ridere). Questo insegna loro ad ascoltare e a reagire in tempi brevi a uno stimolo.
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