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Bambini

Paura di mettere i piedi sul prato o sulla sabbia: perché accade a molti bambini

Published by
Daniela Guglielmi

Può capitare che il proprio bimbo, invitato a mettersi scalzo su un prato o sulla sabbia, si rifiuti di farlo: le reali motivazioni.

I bambini sono una scoperta continua, fatta di progresso, crescita ed emozioni. Sono molte le loro reazioni che i genitori non capiscono, o in alternativa, non riescono a comprendere sin da subito. Una di queste è la reversione verso determinati tipi di terreno, come può essere una distesa di sabbia o, più banalmente, un prato.

Bambini, da dove nasce la paura di camminare a piedi scalzi su determinate superfici – universomamma.it

Può infatti capitare di invitare il bambino a camminare scalzo su una superficie, ma lo stesso si dimeni per far sì che ciò non accada. Il motivo? In realtà ce n’è più di uno e tutti riconducono ad una motivazione che è tutt’altro che un capriccio. SE da una parte fa bene camminare scalzi per prendere consapevolezza del terreno e per la circolazione, dall’altra sarebbe bene non obbligare il bambino a fare ciò che non si sente di fare.

La soluzione? Capire quale sia il reale motivo e accompagnarlo verso la ‘liberazione’ o trovare una soluzione più adatta per tutti. Prima di questo, vediamo quali possono essere i motivi per cui il bambino ha paura di mettere i piedi sul prato o sulla sabbia.

Perché il bambino non vuole mettere i piedi su sabbia o prato: tutte le ipotesi

Quando il tuo bambino si rifiuta di camminare scalzo su erba o sabbia, può sembrare un capriccio difficile da capire. Spesso, il primo istinto del genitore è quello di insistere, ma questo porta quasi sempre all’effetto opposto. In realtà, dietro questo comportamento ci sono diverse motivazioni che vanno oltre la semplice testardaggine.

Bambini scalzi e avversione verso determinate superfici: i motivi – universomamma.it

Come abbiamo ribadito più volte, camminare scalzi è molto utile per il bambino, ma per alcuni il contatto con superfici sconosciute può generare un naturale timore. Se non hanno mai sperimentato la sensazione dell’erba o della sabbia sotto i piedi, infatti, potrebbero sentirsi insicuri o spaventati. Nei primi tre anni di vita, i piccoli tendono a esplorare il mondo con curiosità, ma superata questa soglia – intorno ai 3 anni – diventano più cauti e diffidenti verso ciò che non conoscono.

D’altra parte, se hanno già provato a camminare scalzi su queste superfici e l’esperienza è stata negativa — magari a causa del fastidio o del dolore — è comprensibile che non vogliano ripeterla. Il ricordo di una sensazione sgradevole può creare una sorta di blocco psicologico.

Senza dimenticare che i piedi dei bambini sono particolarmente sensibili, più dei nostri. Questa ipersensibilità è dovuta alla presenza di una grande quantità di recettori nervosi, che rendono il contatto con l’erba o la sabbia molto più intenso di quanto possiamo immaginare. Ciò che per noi può essere piacevole, per loro potrebbe risultare eccessivo, come il solletico o addirittura un lieve dolore.

Ed è anche la consistenza di queste superfici a giocare un ruolo fondamentale. I bambini non hanno filtri: se trovano l’erba troppo pungente o la sabbia fastidiosa, lo dimostrano senza mezzi termini. Infine, potrebbe esserci una ragione ancora più profonda e istintiva: un antico meccanismo di difesa. Il loro istinto di sopravvivenza potrebbe spingerli a evitare il contatto con superfici che percepiscono come potenzialmente pericolose, anche se non sono in grado di razionalizzarlo.

In questa circostanza, capirne il motivo è l’arma più potente a nostra disposizione: solo così possiamo davvero comunicare in modo efficace con il bimbo, senza pressioni e incomprensioni di vario genere.

Daniela Guglielmi

Potrei dire di essermela cercata, ma la verità è che la scrittura ha trovato me. Classe '94, scrittrice per caso e oggi redattrice a tempo pieno. La mia avventura con la scrittura è iniziata per gioco, quando qualche anno fa ho mollato tutto per ritrovare me stessa. Da allora collaboro con diverse riviste e blog, trasformando un semplice passatempo in una carriera a tempo pieno. Non amo la superficialità: mi nutro di approfondimenti e cerco sempre di andare oltre l'apparenza delle cose.

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