Ci sono sere in cui guardi le mani di tuo figlio e noti quelle piccole “sbucciature” sulle unghie. Ti chiedi se hai perso un segnale. Poi lo vedi costruire, disegnare, aggrapparsi: quelle mani raccontano un giorno intero. E ti accorgi che la soluzione, spesso, è più vicina di quanto pensi.
Le unghie fragili nei bambini mettono in allerta. I bordi si sfaldano. Le estremità si spezzano. A volte compaiono striature. La scena è comune e comprensibile. Le unghie dei bambini sono più sottili. Subiscono microtraumi continui: giochi, sport, morsicature. Anche l’acqua e i detergenti agiscono. Lavaggi frequenti e piscine prolungate impoveriscono la lamina. Le dita restano asciutte in superficie, ma l’unghia perde coesione.
A fine stagione di nuoto, molti genitori notano unghie opache e che si sfaldano. Non è un caso. Le linee guida dermatologiche segnalano l’esposizione ripetuta all’acqua e ai solventi come cause tipiche di fragilità (American Academy of Dermatology, aad.org; “Brittle nails”). Anche l’abitudine a mangiarsi le unghie o a toccarle con insistenza crea microfratture. In rari casi entrano in gioco fattori sistemici: carenze nutrizionali, dermatiti, infezioni. Ma questi scenari hanno segnali più netti.
Dolore, rossore e gonfiore al bordo dell’unghia (possibile infezione). Unghie che si sollevano dal letto (onicolisi) o con puntinature diffuse. Unghie “a cucchiaio” marcate, ricorrenti stanchezza, pallore. Coinvolgimento di molte unghie con cambiamenti rapidi e marcati. In questi casi, valuta il pediatra o il dermatologo. La carenza di ferro, ad esempio, può associarsi a unghie concave, ma è poco comune e va documentata con esami, non ipotizzata. Non ci sono dati solidi che giustifichino integratori di biotina di routine nei bambini; possono inoltre interferire con alcuni test di laboratorio (AAD; HealthyChildren.org, American Academy of Pediatrics).
La parte rassicurante arriva qui: nella maggioranza dei casi le soluzioni sono semplici e quotidiane. Riduci l’esposizione all’acqua prolungata. Bagni brevi. Asciuga bene le mani. Scegli idratazione mirata: dopo ogni lavaggio e la sera, stendi una crema ricca e senza profumo su mani e unghie. Prodotti con petrolatum, glicerina, urea a basse concentrazioni sono spesso consigliati in dermatologia pediatrica. Taglia le unghie dritte, corte, con lima fine sui bordi per evitare agganci. Evita smalti indurenti, solventi aggressivi, colle per unghie: seccano e indeboliscono. Per chi si mangia le unghie, agisci sull’abitudine: alternative sensoriali (palline antistress), rinforzi positivi, eventuale smalto dal gusto amaro approvato per l’età. Le strategie comportamentali hanno più evidenze degli ammonimenti. Proteggi nelle attività “a rischio”: guanti di cotone sotto i guanti in lattice per pulizie, risciacqui delicati dopo la piscina.
Serve equilibrio. Proteine, ferro, zinco e vitamine del gruppo B provengono da pasti vari e completi. Non ci sono prove che super-dosi isolate rafforzino le unghie sane. Se sospetti una carenza, parla con il medico prima di aggiungere integratori.
American Academy of Dermatology (aad.org), HealthyChildren.org dell’American Academy of Pediatrics, e per aspetti nutrizionali l’Istituto Superiore di Sanità (iss.it). Se una cifra esatta sulla “frequenza” delle unghie fragili in età pediatrica ti incuriosisce, sappi che non esistono stime robuste e univoche pubblicate; i dati variano per età, abitudini e contesto.
Mani piccole che esplorano il mondo. Le cure migliori spesso sono invisibili, ripetute, pazienti. La prossima volta che senti quel bordo che gratta sul maglione, chiediti: cosa posso togliere oggi, invece di cosa posso aggiungere?
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