Per un bagno pulito e senza macchie basta una routine di pulizia leggera. Contro gli aloni su vetri e rubinetti il trucco non è strofinare di più ma cambiare la qualità dell’acqua.
Nel bagno box in vetro della doccia è bello ma poco funzionale perché per quanto si possa pulire la superficie, compaiono subito le macchie di calcare sulla parete. Quelle goccioline che rovinano tutto e fanno sembrare il vetro sempre sporco, anche dopo che è stato pulito a fondo.

Si possono usare prodotti anticalcare, panni che non lasciano traccia ma quei fastidiosi puntini bianchi riappaiono poco dopo, vicino ai rubinetti e sulle ante del box doccia.
Spesso la causa delle macchie non è la pulizia insufficiente o inefficace ma proprio l’acqua. In molte città italiane, infatti, l’acqua del rubinetto è molto calcarea, con elevate quantità di calcio e magnesio. Sono questi minerali a lasciare i loro residui biancastri nelle gocce d’acqua. Di seguito spieghiamo perché il calcare lascia traccia e come fare per evitare le macchie. E no, non dovete faticare di più per pulire il bagno, anzi.
Perché il calcare si attacca alle superfici
La “durezza” dell’acqua si misura in gradi francesi (°f): sopra i 25 °f il rischio di incrostazioni aumenta in modo considerevole. In diverse località, l’acqua pubblica supera i 30–35 °f. In questi casi, le gocce evaporano ma i sali restano e formano quel brutto effetto opaco su superfici e sanitari del bagno. Nei test rapidi un misuratore di TDS (solidi disciolti totali) dà spesso valori di 250–600 mg/L: questi numeri che si traducono in aloni, soprattutto sui vetri e sui rubinetti cromati.
Una volta individuata l’origine del problema è facile trovare la soluzione. Il segreto non è strofinare di più vetri e rubinetti del bagno ma risciacquarli con acqua povera di minerali. Questo è possibile con l’installazione di un piccolo depuratore fai da te: avrete un acqua senza calcare che nell’ultimo risciacquo no lascerà depositi e non formerà aloni
Un depuratore domestico semplice e utile
Non c’è bisogno di installare depuratori complessi. Per la pulizia del bagno è sufficiente un filtro dell’acqua compatto riempito con resina a scambio ionico per uso domestico (quello che serve per addolcire l’acqua, con lo stesso sistema di molti ferri da stiro). Potete realizzarlo da soli.

Per il vostro depuratore d’acqua fai da te vi serve: un contenitore filtro con attacchi rapidi, una cartuccia ricaricabile di resina addolcente, due tubicini, un piccolo TDS-metro o strisce per durezza. Questi strumenti costano poche decine di euro.
Dovete montare gli strumenti del vostro depuratore fai da te in modo da realizzare un ingresso per l’acqua del rubinetto e un’uscita in un flacone/spruzzatore. Non serve l’elettricità, gli strumenti vanno montati in modo da agevolare il passaggio dell’acqua.
L’obiettivo è quello di portare la durezza dell’acqua di risciacquo sotto i 5 °f (o TDS vicino a 50–100 mg/L). Quando i valori salgono di nuovo, basta rigenerare la resina con sale da cucina, se il produttore lo consente, oppure sostituire la cartuccia. Nota importante: questo sistema di filtraggio dell’acqua serve per pulire, non per uso alimentare (per questo ci sono altri filtri appositi).
Come pulire il bagno con l’acqua filtrata dal depuratore fai da te
La routine di pulizia prevede in primo luogo un pre-trattamento mirato: sul box in vetro della doccia, ma anche su piastrelle e rubinetti applicate una soluzione di acido citrico al 7–10%, che scioglie il carbonato di calcio senza odori forti. Lasciate agire per 5 o 10 minuti. L’acido citrico non va mai applicato su marmo o pietra calcarea. Se non siete sicuri del tipo di materiale del vostro bagno, provate su un angolo nascosto.
Quindi passate al risciacquo spruzzando sulle superfici l’acqua demineralizzata dal filtro del vostro depuratore casalingo. In questo caso le gocce non lasceranno residui bianchi di calcare.

Infine, asciugate il tutto con un panno in microfibra. In molti casi, sui vetri non serve nemmeno questo passaggio finale perché l’acqua depurata non lascerà aloni.
Esempio: box doccia 1 m², con calcare visibile, applicate acido citrico al 10% e risciacquate con l’acqua con TDS in uscita dal filtro sotto i 70 mg/L, contro i 350 mg/L del rubinetto.
Avvertenze importanti: non miscelate mai acidi e candeggina; evitate l’acido su marmi e travertino; non usate il filtro fai da te per l’acqua potabile; cambiate o rigenerate la resina del filtro seguendo le istruzioni; asciugate sempre le guarnizioni.