Aperta la prima “clinica” in Italia contro l’abbandono dei bambini (FOTO)

Apre i battenti a Milano la Family House di Ai.Bi, una struttura in grado di accogliere le mamme e i bambini in difficoltà.

A Milano si è compiuto un piccolo, grande “miracolo” grazie al contributo di diverse persone ed enti. Nella zona a Sud della capitale meneghina ha aperto i battenti, già da questo luglio, la Family House di Ai.Bi, amici dei bambini, un luogo dove accogliere le mamme e i loro bambini in fuga da una situazione famigliare di violenza.Family House

Family House: nasce da un bisogno

Questa soluzione fa fronte a diverse necessità:

  • previene l’abbandono grazie al supporto alla genitorialità
  • dà sostegno alla famiglia accogliente

Ricordiamo infatti che, ancora oggi, in Italia, vengono abbandonati ogni anno 3000 neonati (e di cui, per la maggior parte, si perdono le tracce perché solo 400 vengono lasciati in ospedale dopo il parto), mentre 30 mila minori crescono al di fuori dell’ambiente famigliare.

Family House: come nasce il progetto

La Family House è stata concepita per dare una risposta a queste problematiche e la sua nascita ha avuto origine da un grande atto di generosità: una donna, Caterina Ludicelli, ha donato all’associazione un lascito di 700 mila Euro.

L’associazione però covava già da tempo il sogno di aprire una struttura simile e questa è stata l’occasione giusta per renderlo realtà.

L’Ai.Bi infatti si è appoggiata a Fondazione Cariplo, primo sostenitore, Artsana, l’Oréal, IKEA, Hotpoint, Subito.it, Terna, Linklaters e Ups.

Ogni partner ha contribuito in modo diverso, ma sostanziale per la realizzazione del progetto:

  • Terna, per esempio, ha dato alla casa il massimo dell’efficienza energetica,
  • IKEA l’arredo,
  • Artsana assicurando i servizi per le famiglie e così via.

Da questa gara di solidarietà è nata una struttura che fa onore ad Ai.Bi e a tutti coloro che ne hanno permesso la nascita.

La Family House, la cui ubicazione deve rimanere segreta, accoglie mamme e bambini che devono essere protetti da partner e famiglia allargata ma estende le sue funzioni anche a famiglie affidatarie, adottive, famiglie naturali. Ci sono appartamenti per le mamme a semi autonomia e ad alta autonomia.

Accanto poi sorgono una foresteria, un Consultorio familiare, un Centro Servizi per famiglie, un Centro di formazione per Famiglie e operatori.

Family House: il luogo a favore delle famiglie

La Family House offre servizi a 360° a sostegno della famiglia e dell’accoglienza di minori e mamme in difficoltà. È un progetto unico in Europa proprio perché racchiude in un solo edificio tutte le risposte per accompagnare, insieme ai servizi sociali, le mamme in difficoltà, prevenendo così l’abbandono dei bambini” dichiara Valentina Bresciani, responsabile delle strutture di accoglienza di Ai.Bi “dalla pronta accoglienza all’autonomia, dalla culla per la vita al Centro di Formazione per Famiglie e Operatori, aperto anche alle famiglie del territorio milanese per consulenze pedagogiche – è ciò che fa della Family House una sorta di “clinica per la cura dell’abbandono”.

A dimostrazione della necessità di un luogo simile ci sono 35 proposte di inserimenti in comunità mamme/bambino che non sono state accolte perché le strutture erano già piene.

Fino a qualche anno fa erano soprattutto donne straniere sole, oggi ci sono tante mamme italiane vittime di violenza domestica, donne con disturbi psichiatrici, vittime della tratta.

Sempre per promuovere la cultura della genitorialità contro quella dell’abbandono, vi è anche uno Spazio Neutro Beniamino per l’incontro tra genitori e figli allontanati momentaneamente e che si trovano in affido famigliare o in casa famiglia.

“La progettazione degli spazi lo rende unico in Italia, bambini e genitori hanno ingressi separati, gli operatori hanno la possibilità di osservare l’incontro dietro uno specchio unidirezionale, nello spazio ci sono una cucina e un bagno, per permettere il normale svolgimento di una giornata in famiglia e osservare i comportamenti dei genitori in contesti assolutamente quotidiani” osserva Bresciani.

Unimamme e voi piace questa idea che va incontro ai bisogni delle famiglie e di tante mamme e bambini?

Se volete sostenere le strutture di accoglienza di Ai.Bi potete farlo dal 6 al 21 dicembre partecipando alla campagna Fame di mamma e inviando un sms solidale 45505.

Firma: Maria Sole Bosaia

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