Il latte materno cambia se il bebè sta male

ULTIMO AGGIORNAMENTO 1:15
0
7

madre allatta il figlio al seno

Che il latte materno sia il primo strumento che abbiamo alla nascita per potenziare il nostro sistema immunitario e difenderci dai pericoli che si annidano‘ nel mondo esterno è cosa nota a tutti ormai da tempo.

Quello che ancora non si sapeva però, e che recentemente è stato scoperto dalla scienziata australiana Dani-Louise Bryan del Centro medico Flinders di Adelaide , è che il latte materno cambia la sua composizione per potenziare il sistema immunitario del bebe’; questa notizia è già piacevolmente sorprendente di per sè, perciò immagino che vi stupirà ancora di più sapere che tale modifica  avviene indipendentemente dallo stato di salute della madre.

Per giungere a tale conclusione la studiosa ha analizzato campioni di latte di 99 madri, delle quali cui 63 allattavano bambini sani; al contempo, i bebe’ delle altre 36 soffrivano del virus respiratorio sinciziale (Rsv), uno dei co-fattori che causano l’asma.

Analizzando i campioni, la Bryan ha riscontrato che il latte delle madri dei bimbi affetti da Rsv conteneva una quantita’ circa quattro volte superiore di globuli bianchi protettivi, rispetto ai campioni delle donne con bimbi sani.

‘Il latte materno sembra rispondere al virus, per aiutare il sistema immunitario dei bebe’ malati’, ha concluso la studiosa.

Ovviamente abbiamo ancora molto da scoprire sulle proprieta’ protettive del latte del seno, ha precisato la ricercatrice nell’intervista rilasciata ai microfoni di Radio Abc: ‘Vi e’ una teoria secondo cui le madri nelle societa’ occidentali non si espongono abbastanza a batteri benigni ed il loro latte non e’ protettivo come potrebbe essere…esporre le madri a batteri di tipo benigno potrebbe essere di beneficio a bambini malati”, ha continuato.

‘Se si potra’ conseguire una migliore conoscenza del latte materno, questa potra’ essere usata anche per migliorare la qualita’ delle formule per il biberon – ha concluso Bryan.

Da parte nostra, ci auguriamo che questa brillante studiosa continui nelle sue ricerche raggiungendo risultati sempre più utili ed incoraggianti per la salute dei nostri figli!

Brava! 🙂