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Categoria News

Le madri che lavorano valgono di più di quelle che stanno a casa?

Published by
Valentina Colmi

Io sono una specie di via di mezzo, nel senso che lavoro, ma da casa. Ed effettivamente faccio fatica a far considerare agli altri che il mio sia un mestiere con una dignità. Solo per il fatto che ogni mattina io non chiuda la porta del mio appartamento per recarmi in un altro luogo è considerato strano. Il mio è un lavoro pieno di incertezze e precarietà, ma quando l’ho scelto l’ho fatto consapevolmente: il mio progetto di vita è quello di crescere mia figlia stando, almeno per il tempo in cui ne avrà bisogno, il più possibile con lei.

Io ho avuto due genitori che lavoravano entrambi tutto il giorno e sono stata per gran parte del mio tempo con i miei nonni: nulla di male, per carità, ma devo dire che ho sentito parecchio la mancanza della mia famiglia.

Anche secondo il governo inglese, come riporta il Daily Mail, le donne lavoratrici hanno più valore rispetto a quelle che stanno a casa. E’ stata infatti portata avanzata la proposta di dare del denaro extra per coprire il costo delle eventuali baby sitter quando la mamma tornerà al lavoro.

Anche qui da noi c’è una possibilità del genere: si tratta del bonus bebé. 300 euro al mese per poter usufruire del nido o di una baby sitter: solo le madri lavoratrici dipendenti possono averne diritto.

In Italia c’è poi l’assegno di maternità per lavoratrici atipiche (di cui io, lo dico con orgoglio, ho usufruito): 330 euro al mese per 5 mesi.

La tendenza a lamentarsi del nostro Paese ci va vedere l’erba del giardino vicino sempre più verde, ma evidentemente non è così, visto che anche nella progressista Inghilterra le madri che stanno a casa non hanno diritto ad avere un sostegno economico. Si tratta ovviamente di un trattamento ingiusto, che costringe a fare delle divisioni tra mamme di serie A (quelle che hanno diritti e sono tutelate) e quelle di serie B, magari già sfortunate perché non hanno lavoro e non ricevono nessun aiuto. 

I bambini, soprattutto nei primi 3 anni di vita, hanno bisogno della presenza della mamma e del papà e incentivare questa politica del ritorno al lavoro a tutti i costi, altrimenti si perdono molti privilegi, è un po’ un controsenso per questa società che segnala un tasso di natalità praticamente rasente lo zero, ma che quando i figli ci sono non protegge in alcun modo le madri.

E voi unimamme, cosa ne pensate?

Valentina Colmi

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