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Festività e Ricorrenze

Nomi, significati, onomastici: oggi festeggiamo Domenico

Published by
Francesca Nicoletti

Care unimamme, oggi festeggiamo Domenico.

Il nome, molto diffuso nell’Italia del centro sud, deriva dal latino Dominicus, termine basato sull’aggettivo dominicus che significa “del padrone“, e col significato particolare “consacrato al Signore”.

Questo nome viene dato ai bambini nati di domenica, ovvero il giorno consacrato al Signore.

Chi porta questo nome è una persona che ama praticare ogni sorta di sport, in modo particolare quelli di squadra. Domenico ha una fame di conoscenza e legge di tutto, dai libri più impegnati a quelli più leggeri. In amore non si lascia andare facilmente ma per le persone care farebbe di tutto.

Varianti del nome:

  • Dominico

I simboli associati al nome sono:

  • numero fortunato: 8
  • colore: verde
  • pietra: smeraldo
  • metallo: mercurio

Santo del giorno: San Domenico di Guzman

L’8 agosto, si festeggia San Domenico di Guzmán, Domingo o Domínico in spagnolo (Calaroga, 1170 – Bologna, 6 agosto 1221), fondatore dell’Ordine dei Frati Predicatori.

Domenico nasce, in una famiglia agiata, da Felice e Giovanna d’Aza e viene immediatamente battezzato con il nome di San Domenico de Silos, patrono dell’abbazia situata a pochi chilometri dal suo paese natio. Riceve la sua prima educazione in casa dallo zio, l’arciprete Gumiel de Izan, e poi, all’età di quattordici anni, si reca a Palencia, dove frequenta per dieci anni i corsi regolari di arti liberali e teologia.

A Palencia, Domenico viene a contatto con la miseria causata dalla guerra e dalla carestia e, mosso dalla compassione che lo accompagna fin da bambino, nel 1191 vende tutti i suoi averi per dare da mangiare ai poveri.

Conclusi gli studi, all’età di 24 anni, segue la sua vocazione ed entra a far parte dei canonici regolari della cattedrale di Osma, dove viene consacrato sacerdote dal vescovo Martino di Bazan.

Nel 1201 Domenico viene nominato sottopriore del vescovo Diego, neo eletto e nel 1203 il compagnia del suo superiore viene inviato dal re Alfonso VIII di Castiglia in Danimarca per prelevare e accompagnare una principessa promessa sposa di un principe di Spagna. Qui Domenico e Diego si scontrano con l’eresia dei catàri e, nel 1206, dopo un secondo viaggio in Danimarca, si recano a Roma da papa Innocenzo III al quale chiedono di potersi dedicare all’evangelizzazione dei pagani. Il papa li invia nella Francia meridionale, in Linguadoca, a compiere tale missione che Domenico continua anche dopo l’improvvisa morte del vescovo e amico Diego avvenuta nel 1207.

Domenico resta in Linguadoca per oltre 10 anni come missionario, collaborando con il vescovo di Tolosa, Folchetto di Marsiglia e come legato papale cerca sempre di convertire gli eretici. In questo luogo Domenico si convince di dover dare l’esempio e vivere in umiltà e povertà come gli albigesi e poi matura anche l’idea di un ordine religioso. Fonda così una comunità femminile dove accoglie donne che abbandonano il catarismo. Iniziano ad avvicinarsi a Domenico anche gli uomini che con lui condividono gli ideali, e così nasce un primo nucleo stabile ed organizzato di predicatori.

Finalmente il 22 dicembre del 1216 papa Onorio III conferisce l’approvazione ufficiale e definitiva all’ordine fondato da Domenico, l’Ordine dei Frati Predicatori, e già l’anno successivo molti monaci vengono inviati in diverse parti dell’Europa a predicare la parola di Dio.

Nel 1220 e nel 1221 Domenico presiede a Bologna, ai primi due Capitoli Generali destinati a redigere la magna carta e a precisare gli elementi fondamentali dell’Ordine dei Frati Predicatori:

  • predicazione,
  • studio,
  • povertà mendicante,
  • vita comune,
  • legislazione,
  • distribuzione geografica,
  • spedizioni missionarie.

Domenico muore a Bologna il 6 agosto 1221 sfinito dal lavoro apostolico (mentre prepara una missione in Cumania studiando la lingua di quel popolo) ed estenuato dalle grandi penitenze.

Domenico è stato canonizzato da Papa Gregorio IX il 13 luglio 1234.

Il suo corpo, è custodito, dal 5 giugno 1267, in una preziosa arca marmorea, nella basilica di Bologna.

Unimamme se avete deciso di chiamare vostro figlio come questo Santo che vende i suoi beni per sfamare i poveri e che vive nella povertà predicando la parola di Dio gli auguriamo il suo stesso altruismo e la sua stessa bontà d’animo. Buon onomastico!!!

Francesca Nicoletti

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