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Finalmente liberi i genitori di Ashya, colpevoli di aver voluto il meglio per il figlio malato di tumore

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Francesca Nicoletti

Brett e Naghemeh King sono i genitori di Ashya, un bimbo di 5 anni malato di cancro, ricoverato presso il Southampton General Hospital per sottoporsi alle cure necessarie. I due genitori, navigando su Internet, sono venuti a conoscenza di una nuova cura conosciuta come radioterapia con fasci di protoni che, purtroppo, non viene praticata nell’ospedale dove il bimbo è sottoposto a terapia.

Non è la prima volta che vi raccontiamo storie di bambini malati, vi ricordate ad esempio la storia di Danny, bambino malato che è felice quando riceve cartoline? Questa volta però la questione è un’altra: chi deve decidere per la salute dei nostri figli?

I genitori di Ashya, pur di curare il figlio con le migliori cure disponibili, nonostante i medici non abbiano dato il permesso al piccolo Ashya di lasciare l’ospedale perché non in perfette condizioni fisiche, senza pensarci due volte, hanno preso il bimbo e sono “scappati” in Spagna, nella speranza di vendere una proprietà immobiliare per poter pagare le cure nella Repubblica Ceca o negli Stati Uniti.

Il loro sogno è stato infranto, però, dalla legge. I sanitari, una volta resisi conto del “rapimento” del piccolo hanno sporto denuncia e il comandante della Hampshire Police, Andy Marsh, suo malgrado, è stato costretto a diramare il mandato di cattura internazionale con l’accusa di crudeltà nei confronti di Brett e Naghemeh King, poiché come dichiarato dai medici del Southampton General Hospital “Ashya aveva bisogno di assistenza medica”.

Per fortuna, dopo che i due sono stati arrestati, il Crown Prosecution Service, ovvero la procura inglese, ha ritirato il mandato emesso perché il piccolo, nel frattempo ricoverato in un ospedale di Malaga, oltre alle cure mediche ha anche, e soprattutto, bisogno della presenza e dell’amore di mamma e papà. I due sono stati rimessi in libertà e la prima dichiarazione di Brett King, il papà del bambino, appena uscito dalla prigione, è stata “Moriamo dalla voglia di rivedere il suo viso”.

Sul caso Ashya si è espresso anche il premier britannico David Cameron, il quale ha dettoCome tutti in questo Paese, voglio vedere questo povero bambino tornare con i suoi genitori, mi auguro prevalga il buon senso”.

Finalmente Ashya è con i suoi genitori, e ora si spera che verrà sottoposto a queste nuove cure!

E voi unimamme cosa avreste fatto al posto di questi due genitori? Che ne pensate di tutta questa storia?

Francesca Nicoletti

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