Secondo l’istituto di carità inglese Family Planning Association 1 donna su 3, nel corso della sua vita, incorrerà nella vaginosi batterica, ma mentre per la maggior parte delle donne questo non comporterà alcun rischio per la propria salute per altre, come Amanda Butler e suo figlio Callum, potrebbe non andare così bene.
A causa della vaginosi batterica Amanda è andata in travaglio a 25 settimane dando alla luce un bimbo prematuro.
Il suo piccolo pesava meno di 1 chilo e ha dovuto sottoporsi a diversi trattamenti:
“L’esperienza di Callum è stata terribile, per me e mio marito è stato estremamente difficile vederlo soffrire” ha dichiarato la donna.
Amanda inoltre non ha potuto tenere in braccio il figlio per settimane dopo la sua nascita.
In seguito i medici l’hanno informata che tutto questo era accaduto perché aveva contratto la vaginosi batterica.
“Ero molto arrabbiata perché era la prima volta che ne sentivo parlare. Se avessi ricevuto le giuste informazioni tutto sarebbe andato diversamente” ha riferito la mamma di Callum.
“Oggi Callum è un bimbo sano e felice, ma è stato uno dei fortunati. Non voglio che nessun altro bimbo debba passare quello che ha passato Callum, quindi vorrei invitare tutte le donne all’inizio della gravidanza con sintomi di vaginosi batterica a parlare con i propri medici” dichiara la donna all’Huffington Post.
“Come primi sintomi potreste avere un cambiamento nelle perdite vaginali” avverte Paul Casey, manager dell’ FPA.
Le perdite vaginali in caso di vaginosi batterica:
Solitamente inoltre la vaginosi batterica non è associata a prurito o irritazione.
“Ho avvertito uno scarico una settimana prima di poter andare in travaglio, ma non vi ho prestato attenzione perché è una cosa che può capitare in gravidanza e non ci ha fatto caso nemmeno l’ostetrica” ha aggiunto Amanda.
La causa della vaginosi batterica è sconosciuta ma possono aumentarne i rischi:
L’infezione è stata riscontrata anche in donne che hanno avuto un aborto spontaneo, un parto prematuro o un basso peso del bimbo alla nascita.
“La vaginosi batterica può essere trattata durante la gravidanza e anche durante l’allattamento perché non vi alcun pericolo per il bimbo” sottolineano gli esperti.
Il trattamento prevede l’assunzione di antibiotici sia come dose singola sia fino a una settimana, sia creme o gel per la vagina.
A volte però accade che la vaginosi batterica possa tornare, in questo caso alle donne viene somministrato un antibiotico per un certo numero di mesi oppure compresse di antibiotico.
Unimamme e a voi è mai successo di soffrire di questa infezione?
Già in passato vi avevamo messo in allerta sulla vaginosi batterica causa di parti pretermine, il caso di Amanda dovrebbe farci riflettere ancora di più sulla necessità di essere informate.
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