I bambini capiscono se gli adulti sono tristi e soffrono con loro
I bambini capiscono se gli adulti sono tristi e soffrono con loro

I bambini capiscono se gli adulti sono tristi e soffrono con loro

bambini ed emozioni

A volte può sembrarci che i nostri piccoli facciano i capricci e piangano a comando quando più gli conviene, secondo un recente studio già da 2 anni i bambini comprenderebbero la tristezza altrui.

I piccini di due anni infatti comprenderebbero le persone che sono emotivamente riservate ed esprimerebbero più preoccupazione nei confronti della tristezza degli adulti.

Bambini ed emozioni: come percepiscono la tristezza i piccoli

Ecco come Sabrina Chiarella, ricercatrice dello sviluppo umano presso la Concordia University, ha condotto l’esperimento:

  1. sono stati considerati come campione 71 bambini
  2. i piccoli avevano un’età sui 18 mesi
  3. la metà dei bambini ha visto Chiarella sconsolata e triste dopo che qualcuno le aveva portato via ingiustamente i giochi
  4. un’altra metà invece ha assistito a un comportamento diverso, quando sono stati portati via i giochi a Chiarella lei è rimasta composta
  5. una telecamera ha catturato le espressioni dei bimbi
  6. quelli che hanno visto Chiarella triste si sono mostrati più preoccupati di quelli che hanno assistito al suo stoico comportamento
  7. successivamente quando Chiarella ha giocato con ciascuno bimbo tutti sembravano fiduciosi delle sue risposte emotive. I piccoli hanno cercato di aiutarla quando sembrava in difficoltà e le hanno dimostrato empatia.

“Quando sembravo triste mentre giocavamo mi davano un orsacchiotto” ha spiegato la ricercatrice “tutti i bambini cercavano di aiutarmi a raggiungere altri giochi”.

La ricerca, pubblicata su Infant Behavior and Development suggerisce che i bambini di 18 mesi possiedano una chiara e sofisticata comprensione del comportamento umano. Sembrano propensi a dare alle persone stoiche il beneficio del dubbio, capiscono inoltre che mostrare palesemente la propria tristezza dopo un’esperienza negativa è appropriato.

Capiscono anche che una risposta neutrale a un’esperienza negativa non significa che quella persona non sia degna di fiducia.

“I bambini compiono un’associazione tra gli eventi accaduti e le emozioni. Riescono persino a dedurre quali emozioni dovrebbero essere più appropriate in base agli avvenimenti” dichiara Chiarella.

Quest’ultima indagine della ricercatrice prende le mosse da un precedente studio della Chiarella, dal quale era emerso che i piccoli di 18 mesi erano capaci di individuare quando la reazione emotiva di qualcuno non aveva senso.

I piccoli però si confondevano quando qualcuno sembrava sconvolto dopo che era accaduta una cosa bella. E quindi sembravano meno propensi a credere a qualcuno successivamente.

“Stiamo cominciano ad accorgerci quando i piccoli capiscono riguardo alle emozioni mostrate” aggiunge Chiarella.

“Noi abbiamo sempre pensato che i bambini guardassero agli altri per sostegno emotivo e rassicurazione, questo non è sbagliato, ma stiamo cominciando a vedere che c’è più di questo” conclude la ricercatrice.

 

Unimamme e voi cosa ne pensate di questi risultati? Avete notato lo stesso comportamento nei vostri piccini?

Dite la vostra se vi va.

 

(Fonte: Npr.org)