In Italia il congedo di paternità obbligatorio è stato introdotto nel 2013 in via sperimentale e secondo l’ultima manovra di bilancio è pari a:
Il congedo di paternità va distinto in obbligatorio, sostitutivo e facoltativo.
Quando si parla di congedo parentale, si intende :
Il congedo parentale non è quindi da confondersi con l’astensione obbligatoria per i neo genitori, non frazionabili e che coprono l’80% dello stipendio a carico dell’Inps (il restante 20% è normalmente a carico del datore di lavoro):
Solo in caso che la mamma non possa (in caso di rinuncia, in caso in cui venga a mancare o sia inferma, ecc.) allora subentra il papà: è questo il congedo sostitutivo per il quale il papà avrà cioè il diritto ad astenersi dal lavoro e ad ottenere l’indennità per i 5 mesi obbligatori.
Parlando di congedo obbligatorio, di certo non sono molti 2 giorni per i papà, che ovviamente – come è emerso dalla ricerca di Piano C e Doxa – vorrebbero essere molto più partecipi nella vita dei figli.
L’Italia, come al solito, pare piazzarsi agli ultimi posti nei Paesi d’Europa, dove spicca per welfare state ad esempio la Norvegia. Qui si prevede infatti un congedo per i neo padri di 15 giorni, a cui si aggiunge un congedo parentale (retribuito al 100%) di 54 settimane da dividere fra i due genitori:
Per saperne di più, è bene andare sul sito dell’Inps, dove però bisogna essere in possesso del PIN per poter accedere alle informazioni relative alla propria situazione. In alternativa, si può chiamare il call center al numero 803164 o ci si può rivolgere a un CAF.
E voi unimamme cosa ne pensate? I vostri uomini ne sono a conoscenza?
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