Alfie Evans è morto: “il nostro bimbo ha messo le ali”

Alfie Evans morto

Alfie Evans, il bimbo inglese affetto da una malattia neurodegenerativa, è deceduto durante la notte.

Alfie Evans morte: gli ultimi aggiornamenti

Il piccolo Alfie Evans, bimbo di 23 mesi al centro di una serratissima lotta da parte dei genitori contrari alla decisione dell’ospedale che lo ospitava di staccare i macchinari, è deceduto alle 2.30 di notte nella stanza dell’Alder Hey Hospital di Liverpool.

A niente erano valsi i numerosi appelli in tribunale e sui social e persino l’interessamento di Papa Francesco sulla vicenda, alla fine aveva prevalso il parere dei medici britannici secondo cui staccare i macchinari che lo tenevano in vita da quando il piccolo era in stato semi vegetativo, era la miglior soluzione.

A dare l’annuncio della dipartita di Alfie sono stati i genitori dalla pagina Facebook del papà: Thomas Evans.

“Il mio gladiatore ha riposto il suo scudo e ha messo le sue ali” ha scritto il genitore.

Il messaggio ha già raggiunto 70662 “Like” e 32 723 condivisioni, segno del grande interesse internazionale su questa drammatica vicenda.

Il supporto vitale si era interrotto lunedì, ma la mamma e il papà di Alfie avevano tenacemente ripreso la battaglia legale per ripristinarlo.

Nella tarda serata di ieri sera erano iniziate a circolare notizie su un ulteriore aggravamente delle condizioni di Alfie, notizie però non verificabili dal momento che la famiglia aveva chiesto maggior riserbo.

Dopo l’ultimo no sulla proposta di trasferire Alfie in Italia, nel frattempo Alfie era diventato cittadino italiano, la famiglia aveva chiesto il permesso di poterlo portare almeno a casa.

Dall’ospedale avevano risposto che non erano contrari, ma che ci sarebbero voluti almeno 3 o 5 giorni. Così i genitori di Alfie avevano domandato ai sostenitori di lasciare il presidio fuori dall’ospedale, nella speranza che l’abbassamento della tensione potesse accellerare il processo decisionale.

Purtroppo è arrivata prima la morte a portarsi via Alfie dalle braccia dei genitori che tanto lo avevano amato e che tanto avevano combattuto per lui.

Unimamme, voi vi siete fatte un’opinione su questa storia?

 

 

 

 

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