Claudio Baglioni non ha bisogno di presentazioni. A 67 anni ha venduto 60 milioni di dischi e ha una carriera di 50 anni alle spalle. L’ultimo suo successo è stato il Festival di Sanremo, dove ha riportato al centro della narrazione televisiva la musica. Parecchie canzoni sono entrate in classifica e continuano a suonare in radio e nei concerti anche a mesi di distanza. Eppure oggi, a ridosso dell’evento all’Arena di Verona e del tour che lo vede impegnato prima della kermesse canora, il cantante si racconta svelando anche come ha cominciato a fare musica.
A La Sicilia racconta che è stato uno zio siciliano che l’ha indirizzato alla musica: “Fu quel parente a regalarmi la mia prima chitarra: dunque tutto quello che è successo dopo, in un certo senso, è merito suo…”.
Oggi ci sono ancora molti giovani che vogliono provare a sfondare con la musica e che per questo si iscrivono ai talent, che spesso però sono più macchine tv e forse meno musicali: “I talent hanno avuto – e hanno ancora – il merito di aver fatto capire al pubblico che la musica è un lavoro; un lavoro che richiede mestiere. Bisogna, cioè, imparare a farlo: studiare, esercitarsi e affidarsi a insegnanti e professionisti seri e preparati. Il limite, invece, è nell’idea che a un talent ne debba seguire sempre un altro, un po’ come ogni anno si vendemmia l’uva nuova per fare un nuovo vino (…) E così con i talent capita che dei buoni talenti non abbiano il tempo per potersi affermare o, viceversa, che venga offerto del tempo a talenti non altrettanto buoni che, in realtà, non lo meritano. Mi sembra una formula – se non da cambiare – almeno da aggiornare. Anche perché, di solito a pagare il prezzo più alto per queste storture sono proprio i giovani artisti”.
E si scopre che una figura fondamentale è quella della mamma, che gli ha detto di smettere di scrivere le canzoni per far contenti i giornalisti: “Io credo che la situazione ideale nel rapporto tra “artista” e “critico” sia di non conoscersi, così non ci sono condizionamenti e ognuno è libero di fare al meglio il proprio mestiere. Penso che, quando mia mamma diceva quelle cose, si riferisse a questo. Aveva ragione: ascoltavo troppo i giornalisti. In questi 50 anni, però, devo riconoscere di aver letto cose non sempre positive ma tutte scritte con attenzione e, nella stragrande maggioranza dei casi, con onestà intellettuale. E mi è servito. Molto”.
E voi cosa ne pensate mamme? Intanto vi lasciamo con il post che parla di Ezio Bosso e sul beneficio della musica fin da bambini.
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