Bambino muore durante uno sbarco di profughi: immagini shock dalla Grecia | VIDEO

Un’altra crisi migratoria è iniziata sulla rotta balcanica. Un bambino siriano è morto durante uno sbarco di profughi sulle coste greche.

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Bambino muore durante uno sbarco di profughi in Grecia: immagini shock della crisi migratoria | VIDEO – Universomamma.it (BULENT KILIC/AFP via Getty Images)

Come è scritto sul sito dell’Unicef da sempre la guerra è nemica giurata dell’infanzia, per il suo carico di lutti e distruzioni. Interrompe tragicamente la vita di un bambino nel momento in cui ha più bisogno dell’affetto e della protezione da parte del mondo adulto. E se un tempo le guerre avevano la forma di scontri tra soldati, ora sono quasi esclusivamente stragi di persone inermi. Oltre il 90% dei caduti ora sono civili di cui la metà bambini. Mentre la situazione dei migranti in Grecia diventa sempre più pesante, arriva la drammatica notizia del decesso di un bambino, morto nel tentativo di sbarcare a Mitilini, sull‘isola di Lesbo. Come riferisce la CNN Greece il bambino siriano era su un barcone con un gruppo di immigrati. Il barcone era partito dalla vicina costa turca e si è ribaltato quando è stato avvicinato dalla Guardia costiera greca. Secondo la Guardia costiera sono stati tratti in salvo 46 persone. Poco dopo però è stato rinvenuto il corpo esanime del bambino siriano. Una storia che ci ricorda la tragica fine di Aylan, il bambino siriano la cui foto ha fatto inorridire e commuovere il mondo.

Una nuova crisi migratoria è appena iniziata, e un bambino è già morto. Ankara lascia che i profughi siriani escano dalle sue terre e Atene li respinge e li arresta. Il presidente turco Erodgan, invita esplicitamente l’Europa a farsi carico del problema migranti, dopo aver rifiutato i soldi dell’Unione Europea. L’Unione Europea infatti ha offerto ad Ankara un altro miliardo di euro per far fronte alla situazione siriana e per non far confluire in Europa i profughi siriani. A tal proposito Erodgan racconta: “ci hanno detto ‘vi diamo un altro miliardo.’ Ma chi state cercando di raggirare? Abbiamo rifiutato” Poi Erodgan aggiunge di aver chiesto l’aiuto dell’Unione Europea parlando al telefono con Angela Merkel affinchè  l’Unione Europea si faccia carico in parte del fardello siriano. Sembra evidente che il presidente turco aprendo i confini abbia voluto punire l’Europa del mancato appoggio in Siria contro il governo di Hassad sostenuto dal presidente russo Putin. In seguito agli accordi con l’Unione Europea nel 2016 il presidente Erodgan aveva ricevuto ben 6 miliardi di euro di aiuti per organizzare l’accoglienza di siriani, afghani, iracheni ed altre etnie, pari a 3 milioni e 600 mila persone che ora minaccia di rilasciare. La tensione sale ed il 5 Marzo a Mosca, ci sarà un incontro tra Erodgan e Putin che si speri possa andare a migliorare la situazione.

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Come si legge su un articolo AGI, i greci che si sentono minacciati nella loro sicurezza nazionale reagiscono duramente condannando a 4 anni di carcere chiunque entri illegalmente nel paese. La cancelliera tedesca Angela Merkel definisce “inaccettabile che tutto questo avvenga alle spalle dei profughi” . Ricordiamo anche che la Germania nel 2015 aveva ospitato molti profughi provenienti dalla Siria ma questa volta anche la Merkel ha dichiarato che “la via per l’Unione Europea non è aperta” 

La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, ha annunciato la volontà di dialogare con la Turchia e di trovare un compromesso sulla situazione rifugiati e di discutere di un eventuale “altro sostegno se necessario” e per questo motivo andrà in Grecia per valutare la situazione più da vicino: “La nostra priorità è dare a Bulgaria e Grecia tutto il supporto necessario per gestire la situazione sul terreno. La sfida che la Grecia di fronte è una sfida europea. Di conseguenza domani andrò con Charles Michael ( presidente del consiglio europeo ) e David Sassoli ( presidente dell’Europarlamento ) i rappresentanti delle tre istituzioni, in Grecia, con il primo ministro per visitare l’area di frontiera per valutare sul terreno come aumentare il nostro sostegno”.

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L’esodo si è scatenato all’improvviso, con migliaia di profughi che sono arrivati sulle coste greche: come riporta TG24sky, il 29 febbraio, tra Pazarkule e Kastanies sono stati usati gas lacrimogeni e bombe assordanti contro i migranti che cercavano di passare la frontiera da parte di poliziotti e soldati greci. Molti però si sono avventurati con gommoni o a nuoto nonostante i pericoli. Alcuni migranti a bordo di gommoni sono sbarcati a Lesbo dove già si trovavano migliaia di richiedenti asilo così la situazione è collassata. Alcune persone hanno impedito lo sbarco di un gommone nella località di Thermi. Questo gruppo  ha anche aggredito verbalmente il personale ONU che tentava di assistere i migranti. Inoltre alcuni gruppi gli abitanti di Lesbo hanno insultato a preso a botte giornalisti fotoreporter e lanciato sassi contro un pullman della polizia ferendone un agente. Il premier Kiriakos Mitsotakis ha annunciato che la Grecia ha alzato alla massima allerta il livello di protezione delle frontiere. La Grecia ha deciso di sospendere le richieste di asilo per tutti coloro che entreranno illegalmente nel paese.

Questo clima di tensione lo si può vedere anche sui video imbarazzanti che circolano di come la Guardia costiera greca picchi e spaventi i migranti sparando in aria. Da sabato all’alba sono stati già bloccati 24.203 profughi, altri 183 sono stati arrestati e alcuni di questi sono stati addirittura già condannati a quattro anni di carcere ed una multa di 10.000 euro.

La tensione è alta anche a livello di politica internazionale. Josep Borrell, alto rappresentante ONU, ha convocato una riunione straordinaria del Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea. Borrell conferma il pieno sostegno dell’Unione, sia ad Atene che alla Bulgaria.

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Il direttore di Frontex, Agenzia per la difesa delle frontiere esterne all’Unione, ha concordato sull’assistenza alla Grecia sulla gestione delle sue frontiere visto il gran numero di migranti. La richiesta è partita ieri direttamente da Atene. Questi interventi sono stati progettati per aiutare uno Stato membro dell’Unione Europea, sottoposto a pressioni eccezionali alle sue frontiere, soprattutto quando molte persone provenienti da paesi terzi facciano pressione per entrare nel suo territorio.

E voi Unimamme cosa ne pensate? Secondo voi, si sta muovendo bene l’Unione Europea riguardo questa crisi migratoria?

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Bambino muore durante uno sbarco di profughi in Grecia: immagini shock della crisi migratoria | VIDEO | Universomamma (Getty Images)