Coronavirus | La nuova challenge per gli adolescenti | VIDEO
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Coronavirus | La nuova challenge per gli adolescenti | VIDEO

La Società italiana di Medicina dell’adolescenza ha deciso di rivolgersi agli adolescenti per convincerli a stare a casa e a praticare la distanza sociale.

coronavirus challenge
Coronavirus La nuova challenge per gli adolescenti VIDEO

Ci sono moltissimi adolescenti che, nelle case italiane, soffrono per la mancanza di socialità e la lontananza dai loro amici. Certo, le videolezioni e la tecnologia aiutano, ma non sono la stessa cosa. Per questo la Società italiana di Medicina dell’Adolescenza ha deciso di dedicare un filmato proprio a loro.

Adolescenti reclusi

Gli esperti della Società italiana di Medicina dell’Adolescenza hanno dunque creato un video che presenta l’anomala situazione attuale, come una sfida per convincerli a stare a casa e tenere la distanza sociale. La protagonista del filmato li esorta così: “Io ho trovato cinque buoni motivi per restarmene a casa e combattere così la diffusione del coronavirus, provate a trovarli anche voi!”. A lanciare la sfida è Chiara Chiavetta, attrice palermitana che vive a Bologna, laureata in pedagogia teatrale, che coglie l’occasione anche per lanciare l’hashtag #iorestoacasa, fermaiamoloinsieme, #stopcovid19. Chiara cita 5 motivi per cui un giovane dovrebbe stare tra le 4 mura, come per esempio preservare i nonni anziani che stanno a Sud, riscoprire passatempi, continuare a comunicare grazie alla tecnologia, ecc…

La dottoressa Gabriella Pozzobon, pediatra dell’ospedale San Raffaele di Milano e presidente Sima, ha deciso di aggiungere un commento in una nota, “Il coronavirus Sars-Cov-2, è un virus a rna della famiglia dei coronaviridae (genere betacoronavirus), che si presenta, dopo un’incubazione media di 6,4 giorni (range 2,1-11,1) con sintomi respiratori ad ampio raggio di gravità, comunemente febbre, tosse, mal di gola, congestione nasale, respiro affannoso, affaticamento, dolori muscolari, sintomi gastro-intestinali, frequenti anche polmonite, linfopenia, aumento dei marcatori di infiammazione (proteina c-reattiva e citochine pro-infiammatorie). Casi asintomatici o pauci-sintomatici sono riportati soprattutto nella fascia di età 0-19 anni, che appare anche meno colpita, mentre sono a maggior rischio di progressione in forme gravi i pazienti > 60 anni o con patologie sottostanti”.

La diffusione di Covid -19 avviene da persona a persona con goccioline respiratorie (tosse, starnuti), entro 1.8 metri o con mani contaminate (quindi lavatevi spesso e bene le mani) o su superfici inanimate. Ogni soggetto contagia in media 3,8 persone, anche gli asintomatici contagiano le persone durante il periodo di cincubazione (24-48 ore prima dei sintomi).

Il decorso della malattia, è lungo, di settimane, con una mortalità trascurabile, perché possono verificarsi forme critiche con necessità di ossigeno, cioè insufficienza respiratoria grave e disfunzioni multi organo. Chi ha infezione respiratoria e febbre superiore a 37,5 deve stare a casa e limitare al massimo i contatti sociali, chiamare via telefono il medico curante o i servizi di emergenza senza recarsi in ambulatorio o in pronto soccorso, se poi risultasse positivo deve assolutamente rimanere a casa, in caso di trasgressione rischia conseguenze penali. I giovani, anche se per la maggior parte risparmiati dal contagio, possono a loro volta trasmetterlo ai genitori o ai nonni, ai malati cronici. Con i ragazzi bisogna attendere il momento giusto, ragionare con calma, rispettare il loro punto di vista e i bisogni, i genitori dovrebbero trascorrere del tempo insieme a loro e non solo confinati negli stessi spazi. In modo particolare però bisogna rimanere fermi mettendo dei confini ai loro comportamenti, questo varrebbe non solo per la situazione attuale, ma sempre. Unimamme, i vostri figli riescono a stare tranquillamente in casa? Hanno capito la necessità dei sacrifici? Cosa ne pensate di quanto riportato su Repubblica?

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