Bambino di 8 mesi con un idrocefalo e positivo al virus vince due volte | FOTO
Bambino di 8 mesi con un idrocefalo e positivo al virus vince due volte | FOTO

Bambino di 8 mesi con un idrocefalo e positivo al virus vince due volte | FOTO

Un bambino con gravi problemi neurologici, in vista di un’operazione, ha scoperto di avere il Covid – 19 ma è riuscito a sconfiggerlo.

bambino operato con coronavirus
Bambino di 8 mesi con un idrocefalo e positivo al virus vince due volte FOTO Universomamma.it

Unimamme, oggi vi raccontiamo la storia a lieto fine di un bambino che ha superato gravi problemi di salute affrontando anche il coronavirus.

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Un bambino con problemi combatte il coronavirus

Il piccolo Luca è un bambino di 8 mesi che ha un idrocefalo. L’idrocefalo è una condizione che causa un accumulo di liquido nel cervello e un alto rischio di danni alle cellule celerali. Bisogna quindi drenare questi liquidi dal cervello verso le cavità peritoneali (la pancia dove possono essere assorbiti) mediante valvole e cateteri detti shunt. All’inizio di aprile il bambino ha avuto dei problemi alle valvole. Quando si è presentato all ’Ospedale Irccs Policlinico di Milano gli hanno fatto il tampone scoprendo che era positivo al Covid – 19, così come sua mamma. Locatelli, professore associato di Neurochirurgia all’Università di Milano,a ha spiegato su Il Corriere:«Il piccolo aveva i classici sintomi da cattivo funzionamento dei drenaggi per l’idrocefalo: vomito e irrequietezza. E una raccolta del liquido cerebrale nel cervello, documentata da una Tac.  In più aveva anche sintomi lievi da infezione da Coronavirus, ma nessun segno di polmonite, come accertato con una radiografia del torace. Le sue condizioni non erano critiche, ma bisognava comunque intervenire con rapidità”.

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Non si trattava di un problema facile da risolvere, perché l’idrcefalo era stato determinato da una meningoencefalite che gli aveva alterato i tessuti cerebrali. La situazione era quind delicata, resa ancora più difficile dalla presenza del coronavirus. L’anestesia al bimbo avrebbe potuto deprimere ulteriormente la risposta immunitaria, già debilitata dal coronavirus. Inoltre il paziente era in cura con farmici anti epilettici.  “Ci siamo presi le nostre responsabilità. Siamo intervenuti una prima volta, con il piccolo in anestesia totale, per modificare lo shunt. Non ha funzionato. Lo abbiamo rifatto con successo una seconda volta, dopo due giorni, di notte: abbiamo finito all’una e mezza, dopo un intervento durato più di un’ora. E il piccolo ce l’ha fatta” hanno detto i due neurochirurghi Marco Locatelli e Giorgio Carrabba. A dispetto dei più tetri pronostici il bambino ha superato brillantemente l’operazione e ora è persino negativo al Covid – 19.

Il caso, come accennato, era così complesso da finire citato anche sul The Lancet, rinomata pubblicazione scientifica. Il dottor Locatelli ha precisato: “La cosa più stressante è stata operare con tutti i dispositivi di protezione. Che limitano anche la manualità in sala operatoria, soprattutto quando si eseguono interventi delicati come quelli di neurochirurgia». I medici che hanno operato il piccolo indossavano: due mascherine più visiera, sotto di esse una specie di pssamontagna, due camici, i calzari e i doppi guanti. Unimamme, questa è una storia che aiuta a dimostrare come si possa operare, in caso di urgenze, anche avendo a che fare con il coronavirus. Voi cosa ne pensate?

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