Parto anonimo: in Italia è consentito, ecco la legge che lo regola

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:32
0
676

In Italia il parto anonimo è consentito, ma purtroppo ci sono tante donne incinte che non sono consapevoli di avere questa opportunità.

Parto anonimo (fonte Pinterest @desireérivera)
Parto anonimo (fonte Pinterest @desireérivera)

Tantissimi sono i casi di cronaca che si sentono via web e via televisione di infanticidi e di abbandoni di neonati.

Purtroppo è una pratica molto comune che è diffusa nei ceti sociali bassi e disagiati, ma in ogni caso non giustifica l’atrocità della azione.

Facendo un rapido calcolo sulla situazione, in Italia nascono all’incirca 500 mila neonati – anche se quest’anno con l’emergenza che stiamo vivendo, saranno ancora meno – di questi circa 400 non vengono riconosciuti dalla madre e vengono dati in adozione.

A quanto pare, inoltre, secondo una stima fatta recentemente oltre a questi ci sono circa tremila neonati che vengono abbandonati nei cassonetti o fuori per strada. Insomma per ogni bambino che viene fatto nascere e poi dichiarato adottabile, ce ne sono altri che vengono abbandonati per strada, in condizioni terribili.

Accade però che i casi di cui si parla nei vari telegiornali sono solo una parte di quello che succede davvero, tanto che molti casi non vengono affrontati minimamente.

Parto anonimo: in Italia è concesso, ecco cosa sapere

maltrattamento parto
Foto da AdobeStock

Per chi non ne fosse a conoscenza, in Italia esiste una legge che permette di partorire in totale anonimato, senza dover lasciare nessun dato all’ospedale al momento del parto.

LEGGI ANCHE: Parto positivo: il travaglio non è un’esperienza traumatica

Si tratta dell’articolo 70 del R.D. n° 1238/1939, modificato dall’art. 2 comma I della legge n° 127/97 e dal D.P.R. n° 396 del 3.11.2000.

Questo recita che una donna può recarsi in ospedale a partorire in totate anonimato non comparendo né nel certificato di assistenza al parto né all’atto di nascita, ma ha il diritto di ricevere tutte le cure mediche e l’assistenza necessaria per sé e per il suo bambino.

Tale diritto è davvero importante e soprattutto una conquista inimmaginabile che fino a qualche anno fa era impossibile da pensare.

LEGGI ANCHE: Papà in sala parto: le 5 cose fondamentali che deve sapere

Tuttavia però sono molte le donne che non ne sono a conoscenza e che per evitare di incorrere in procedimenti penali legati all’abbandono di minore o ancora peggio alla sua uccisione ricorrono a questi mezzi.

Ciò che è necessario sapere è che l’abbandono del minore non è mai la soluzione, ma nel caso in cui ci si renda conto di non poter dare una giusta crescita al piccolo o tutto ciò di cui ha bisogno, è possibile usufruire di questa legge per offrire una vita migliore al piccolo.

Partorire in anonimato è un diritto di ogni donna e per questo va comunicato, diffuso e difeso, nell’interesse soprattutto dei bambini.

Parto in acqua (fonte Instagram @ostetriciaeginecologiapage)
Parto in acqua (fonte Instagram @ostetriciaeginecologiapage)

LEGGI ANCHE: Parto in casa: perché in Italia la pratica è così poco diffusa?

E voi unimamme eravate a conoscenza di questa legge sul parto anonimo?

Per restare sempre aggiornato su notizie, ricerche e tanto altro continua a seguirci su GOOGLENEWS