Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, ha spiegato come si svolge una corretta educazione digitale. Ecco i cinque punti
Alberto Pellai si è espresso diverse volte in merito ai pericoli che possono incombere quando i minori non hanno regole. Secondo lo psicoterapeuta dell’età evolutiva, infatti, il pericolo numero uno è il web che rischia di “farli sentire onnipotenti“.
Nel libro intitolato “Tutto troppo presto”, Pellai ha voluto porre l’accento sulla necessità che i genitori e gli educatori affrontino il rapporto tra sessualità e le nuove tecnologie nei minori, e si prendano cura dell’educazione digitale degli stessi.
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In particolare, secondo Pellai, ci sono cinque punti fondamentali:
Di pari passo, secondo Pellai, le associazioni devono continuare a proporre ai ragazzi attività volte a promuovere l’educazione digitale, non solo a scopo preventivo ma anche per consentire loro di divenire sempre più in grado di comprendere i messaggi che gli vengono rivolti e i contenuti a cui vogliono rivolgersi.
Così come ha scritto sul suo profilo Instagram, questi sono “cinque punti sono stati pensate per dare senso all’educazione digitale, che non può essere qualcosa che viene dopo“.
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