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Scuola

I nove punti per far ripartire la scuola e la società secondo un esperto

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Angela Esposito

Paolo Crepet, noto psichiatra, educatore, sociologo e opinionista italiano torna a parlare di scuola e ha deciso di esprimersi in merito alla ripartenza scolastica post Covid-19, in seguito al discorso di Mario Draghi sulla scuola.

Ripartire dalla scuola, i 9 punti di Paolo Crepet

Successivamente alla formazione del nuovo governo e della designazione dei nuovi ministri, Mario Draghi punta alla ripartenza del Paese, data l’emergenza Covid-19, focalizzandosi, tra le varie cose, sulla ripresa della scuola.

Infatti, il nuovo premier Mario Draghi nell’illustrare agli italiani il proprio programma, ponendo l’accento sulla rivisitazione del programma scolastico annuale, analizzando  la scuola. 

Paolo Crepet ha commentato quanto esposto da Draghi con dei semplici appunti al fine di contribuire al cambiamento.

I nove punti per ripartire con la scuola di Paolo Crepet

Paolo Crepet aveva già fatto presente il suo disappunto sulle conseguenze drammatiche della pandemia sui giovani, e lo aveva fatto parlando di “catastrofe umanitaria e generazionale” spiegando perché le nuove generazioni stanno pagando e pagheranno il prezzo più alto.

Ora lo psiachiatra chiede a tutti coraggio e lo fa indicando 9 mosse:

1. Rivalutare il concetto di meritocrazia. La scuola è un fulcro strategico per il futuro, è dove si forma la futura classe dirigenziale. Secondo l’esperto chi studia va avanti, chi non lo fa viene rimandato o bocciato. Ciò purtroppo non avviene, tant’è che nel 2019 il 99% dei maturandi è stato promosso – indice di fallimento- e l’1% dei bocciati ha fatto ricorso al Tar.

2. Ripristinare i voti: secondo Crepet infatti le valutazioni devono essere chiare e consentire un’immediata comprensione da parte di genitori e ragazzi.

3. Chiudere i diplomifici: Crepet sostiene che bisogna valutare la qualità e l’efficienza delle scuole pubbliche e private da parte di terzi enti e indipendenti, come avviene già in molti Paesi Europei.

4. Decretare la morte della DAD: esclusi i primi mesi di emergenza. Lo specialista definisce la scuola come un luogo sociale in cui vi si crea empatia e affettività, ciò che con la DAD non accade. Per non parlare di come effettivamente possono lavorare gli insegnanti di sostegno tramite uno schermo. Crepet invita a riflettere sulle gravi conseguenze psicologiche che la chiusura della scuola ha recato a ragazzi e insegnanti.

5. Prevedere il tempo pieno: necessario dall’asilo alle scuole medie superiori. I ragazzi devono essere impegnati nel pomeriggio dallo studio, ma spiega che devono essere assistiti da un tutor e non dai genitori, che non possiedono le competenze adatte per aiutarli.


GUARDA ANCHE: Patrizio Bianchi, neo Ministro, su maturità e idea di “una nuova scuola”


6. Rendere l’istruzione obbligatoria fino ai 18 anni: prevedendo un radicale cambiamento degli istituti tecnici. La sua proposta è di chiamare tutti gli istituti superiori licei, ognuno con la sua specializzazione. Abolendo così lo stereotipo del liceo come istituto di serie A che ingloba tutte le iscrizioni, e il tecnico come scuola di serie B, in cui nessuno vuole andare.

7. Cambiare l’organizzazione del sistema scolastico: partendo dalle scuole medie che sono, secondo l’esperto, l’anello debole della catena.

8. Anni sabatici e corsi di aggiornamento per gli insegnanti: deve cambiare la valutazione della competenza degli insegnanti prevedendo premi non solo economici. Questo diventerebbe uno stimolo per lo sviluppo delle competenze del docente e il miglioramento dell’efficacia del suo insegnamento in classe.

9. Un maggior rapporto tra scuola e società: auspicando così un maggior confronto tra competenze della società e necessità della scuola.

Bisogna investire sul nostro sistema scolastico, spiega Paolo Crepet sul blog che tiene sul Il Fatto Quotidiano, per avere un futuro e una comunità in grado di sviluppare in modo efficace le proprie risorse umane e progredire.

E voi unimamme che ne pensate di questi punti? Bisognerebbe rivoluzionare il sistema scolastico?

Angela Esposito

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