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Autismo: la buona notizia che viene dagli Stati Uniti

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Autismo e fecondazione in vitro

Buone notizie su autismo e bambini. Il dato riguarda gli Usa ed è contenuto in uno studio del National Institutes of Health (NIH). Ecco di cosa tratta.

Casi di autismo: i numeri sulla crescita negli Usa

Negli Stati Uniti un bambino su 41 ha un disturbo dello spettro autistico. Un dato impressionante che con l’aumentare delle diagnosi qualche anno fa aveva fatto scoppiare la polemica sui vaccini in età pediatrica che causerebbero l’autismo.

Tutto, come già abbiamo detto, nasce dalla ricerca truffa di Andrew Wakefield, medico britannico che aveva effettuato punture lombari ai bambini presi in esame senza il consenso dei genitori, volta a dimostrare una correlazione tra somministrazione dei vaccini ai bambini di pochi mesi e insorgenza dell’autismo. È stato dimostrato che la ricerca era un falso, Wakefield è stato radiato, lo studio ritirato dalle riviste scientifiche e numerosi altri studi scientifici successivi, effettuati su un campione ben più ampio di individui, hanno dimostrato l’assoluta mancanza di nesso di causalità tra vaccini e disturbo dello spettro autistico.

Il danno, però, era ormai fatto: la paura dei genitori, la mancata accettazione della malattia dei propri figli (che tuttavia con il vaccino non c’entrano niente) e il complottismo militante hanno dato ampio spazio a questa ricerca truffa, che ancora oggi in molti prendono per vera.

Ad amplificare questa situazione di incertezza, paura e sospetto ci si è messo anche il forte aumento delle diagnosi di casi autismo, registrato tra il 2010 e il 2014 negli Stati Uniti. Un aumento che, occorre precisare, è dipeso molto probabilmente da diagnosi più accurate e precise, con l’identificazione di nuovi casi che prima non venivano individuati, e probabilmente anche da un ampliamento della gamma dei disturbi dello spettro autistico, che vanno dalle forme più gravi a quelle più leggere.

Una situazione che ha fatto esplodere la propaganda no vax, nonostante la totale estraneità dei vaccini rispetto all’autismo (che è un disturbo di origine genetica).

Ora, però, il nuovo studio toglie pretesti ai no vax: i casi di autismo hanno smesso di crescere negli anni recenti. Una ulteriore dimostrazione in più che i vaccini non c’entrano niente con le origini di questo disturbo.

Lo studio del National Institutes of Health (NIH), pubblicato dalla rivista Jama, ha dimostrato che dal 2014 al 2016 il numero dei casi di autismo tra bambini e adolescenti Usa è rimasto invariato.

I ricercatori hanno preso in esame i dati di un sondaggio su 30mila bimbi tra 3 e 17 anni, alle cui famiglie è stato chiesto se avevano ricevuto una diagnosi medica legata all’autismo. Dal sondaggio è emerso che nel 2014 il 2,14% dei partecipanti aveva riportato un disturbo dello spettro autistico, un numero in forte aumento rispetto all’1,47% del 2010, ma che è rimasto sostanzialmente invariato nei due anni successivi, fino al 2016.

Dunque, se il periodo compreso tra il 2010 e il 2014 aveva fatto registrare un importante aumento dei casi di autismo tra i bambini americani, nel biennio tra il 2014 e il 2016 i casi sono rimasti invariati.

I disturbi dello spettro autistico hanno smesso di crescere in anni più recenti. I ricercatori, tuttavia, hanno fatto notare che l’aumento di casi degli anni precedenti potrebbe essere dipeso da un “cambio di definizione” della malattia, come abbiamo accennato sopra.

“Il cambiamento dei criteri diagnostici, un aumento della consapevolezza pubblica e un numero maggiore di bambini visitati dagli specialisti sono tutte possibili cause dell’aumento dei casi documentato in precedenza”, hanno spiegato gli autori dello studio.

Che ne pensate unimamme?

Vi ricordiamo il nostro articolo: Autismo: speranze di cura da un nuovo farmaco