nuovi sforzi per JulenProseguono i lavori per liberare Julen.

Sono ormai sei giorni che Julen Rosello è prigioniero di un pozzo profondo 100 metri, incastrato presumibilmente a circa 70 metri, senza cibo né acqua.

A fronte delle difficoltà nel procedere con le operazioni, testimoniate dal fallimento del primo piano di salvataggio, i soccorritori continuano a prodigarsi per trovare il piccino.

Sul posto, a Totalán, vicino a Malaga, ora è arrivata una macchina perforatrice che pesa 75 tonnellate ed è lunga 70 metri.

Il macchinario è arrivato in zona non senza qualche difficoltà, dal momento che la perforatrice è molto grande e pesante e la strada piena di pendenze e curve. “La porteremo anche sulle spalle se serve” hanno detto gli ingegneri, come a dire che si farà di tutto per salvare il bambino.

Ad aiutare gli ingegneri spagnoli ci sono anche i membri della Stockholm Precision Tools AB, che riuscì a localizzare i 33 minatori cileni bloccati per 69 giorni sotto una frana.

Per questo pomeriggio è previsto l’inizio delle nuove operazioni: la costruzione di un tunnel verticale di circa 50 metri  per superare il tappo di terra che di 71 metri che ostruisce il pozzo in cui si trova Julien.

“Non abbiamo intenzione di fermarci neppure un minutonessuno nella squadra dei soccorritori mette in dubbio che lo tireremo fuori. Siamo tutti fiduciosi che è vivo ha dichiarato María Gámez, sottodelegata del governo a Malaga.

Il portavoce ha però sottolineato che le operazioni potrebbero non concludersi prima di lunedì.

Nel frattempo gli sforzi degli ingegneri e operai sono sostenuti da tutta la popolazione che sta postando sui social messaggi e disegni.

 

Su Twitter gira l’hashtag: #mimanoaJulen, dove chiunque può dedicare un pensiero al piccino nel pozzo.

Unimamme, cosa ne pensate di questi ultimi sviluppi di cui si parla su Diariosur?

Noi continuiamo a sperare che lo salvino al più presto.