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Bimba nasce tetraplegica dopo un cesareo: maxi-risarcimento ai genitori

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nata tetraplegica dopo cesareoRovigo, per un cesareo sbagliato una bimba nasce tetraplegica: i genitori vincono la causa e ottengono un risarcimento importante

Eleonora Gavazzeni ha quasi 10 anni ed è invalida al 100%: è infatti paralizzata al torso e ai 4 arti. Quando è nata, il 3 dicembre del 2008,  ha subito delle gravissime lesioni fisiche al momento del parto che l’hanno resa tetraplegica e ipovedente.

Eleonora, nata tetraplegica per un “cesareo sbagliato”: dopo 10 anni ottiene un risarcimento

Tutto è iniziato alle 10 del mattino del 2 dicembre. Il tempo sarebbe scaduto 3 giorni dopo ma alla mamma sono giunte le doglie, quindi il marito l’ha portata in ospedale a Rovigo. Nonostante il tracciato cardiotocografico mostrasse sofferenza fetale e la diabetologa della donna avesse suggerito di effettuare un taglio cesareo, la donna è di fatto rimasta tutto il giorno in attesa. Si è deciso infatti di procedere al parto cesareo solo dopo la mezzanotte del 3 dicembre: purtroppo la bambina è nata invalida.

In questi dieci anni la piccola, condannata ad entrare ed uscire dagli ospedali, è stata sottoposta a diversi interventi chirurgici per “tagliare” i tendini che la costringono in una costante tensione muscolare.

Dopo il parto sono scattate le denunce e varie le vicissitudini legali vissute da questa famiglia: dal punto di vista penale, le due ginecologhe accusate di lesioni colpose sono state dapprima assolte in primo grado nel gennaio del 2016, poi in appello, a marzo 2018, le stesse sono state riconosciute responsabili delle lesioni purtroppo però è subentrata la prescrizione del reato. E’ rimasta però valida la condanna delle ginecologhe e dell’azienda sanitaria da parte della Corte d’Appello a risarcire i danni alla bambina in sede civile.

Ieri, 20 settembre, a distanza di quasi 10 anni, c’è stato il pronunciamento della vittoria della causa civile contro l’azienda sanitaria di Rovigo e le due ginecologhe, Dina Paola Cisotto e Cristina Dibello, ritenute responsabili in egual misura dal giudice.

Il tribunale di Rovigo ha infatti previsto un risarcimento di 4 milioni e 693 mila euro per la figlia, più un risarcimento per la madre, Benedetta Carminati, di 402 mila euro.

La sentenza è immediatamente esecutiva, ossia i genitori possono ottenere immediatamente i fondi dalle assicurazioni, tra l’altro necessari per pagare l’assistenza 24 ore su 24 per la figlia, ma è appellabile.

Siamo soddisfatti dopo 10 anni di poter continuare a curare come si deve nostra figlia e di poter acquistare una casa adatta alle sue esigenze” ha dichiarato il papà, Davide Gavazzeni, sul Il Resto del Carlino.

Contento anche il legale della famiglia Gavazzeni, Mario Cicchetti, che dopo aver seguito la famiglia per 10 anni, ha dichiarato: “Il più alto risarcimento mai elargito in Italia” e poi ha aggiunto: “”Io non prenderò una lira da questa vicenda, è una soddisfazione umana prima e professionale dopo“. L’avvocato ha infatti spiegato che in origine aveva chiesto un risarcimento di 30 milioni di euro per tenere alta l’attenzione sul caso, e che per quello che lo riguarda percepirà solo il rimborso spese di 61 mila euro dai condannati.

Cosa aggiungere unimamme, siamo felici per questa famiglia che finalmente potrà garantire alla figlia una vita più dignitosa, anche se nulla potrà davvero compensare il dolore per quello che è successo e che non doveva succedere.

Vi lasciamo con la denuncia delle mamme sulle violenze ostetriche subite.


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