disparità di genere

La lotta per la parità di genere comincia fin dalla scuola, almeno per una mamma dell’Indiana che si è vista recapitare a casa, tra le cose da firmare, una nota davvero inusuale.

In occasione di una festa in piscina organizzata dalla scuola della figlia che frequentava la 6° classe la donna ha ricevuto un avvertimento: che le ragazze avrebbero dovuto indossare t shirt bianche sopra i costumi.

Ai ragazzi, invece, non era stato segnalato nulla.

Disparità di genere: una mamma combatte

Purtroppo questa non è l’unica storia di discriminazione di sesso nelle scuole, ma la signora Jennifer Smith, madre della ragazza che ha portato a casa l’avviso scolastico, ha deciso di reagire con vigore.

La sua prima mossa è stata quella di contattare il direttore della scuola, chiedendo una spiegazione per questa regola. Il principale ha spiegato alla donna che negli anni passati le ragazze avevano indossato costumi da bagno inappropriati e che quindi ci si era dovuti occupare della questione senza costringere le studentesse a comprare costumi nuovi.

I provvedimenti, inoltre, servivano a prevenire eventuali prese in giro. “A causa della diversità di taglie degli studenti a questa età  le magliette obbligatorie prevengono l’iniziativa dei ragazzi di prendere in giro gli altri studenti per aver indossato una t shirt, dal momento che tutti devono farlo” ha scritto la Preside.

lettera


La Smith però non si è lasciata scoraggiare. E ha scritto quanto segue:

Non sono sicura che siate consapevoli del disagio emotivo causato alle ragazze per il fatto di sentire i loro corpi così inadeguati da essere coperti. Secondo Siegel “i sentimenti negativi sui loro corpi rappresentano la più alta prevalenza di sintomatologie depressive e bassa autostima tra le ragazze”. Come sapete l’adolescenza è un periodo molto confuso e può essere dannoso per il benessere emotivo delle ragazze. Impostare standard solo per metà degli studenti promuove l’idea che i corpi delle donne siano vergognosi e invia un messaggio davvero dannoso : “siete accettabili per altri pensieri, sensazioni, azioni che si porteranno dietro per il resto della vita”“.

La sua controproposta è stata quella di far indossare le t shirt sia ai maschi che alle femmine, ma i vertici della scuola non si sono dimostrati inclini ad accettarla.

Allora la Smith li ha avvertiti di aver contattato i media e che dovevano aspettarsi di dover rilasciare qualche commento.

Infine però questa mamma ha trionfato perché un’ultima e-mail della scuola ha confermato che ragazzi e ragazze avrebbero dovuto indossare costumi da bagno appropriati e la maglietta sarebbe stata solo un optional.

Non è ancora chiaro come mai la scuola abbia deciso di cambiare le regole, se dietro la minaccia di una cattiva pubblicità o per qualche altro motivo.  Altre scuole però non hanno modificato il loro “dress code”.

La lezione che la Smith e sua figlia hanno ricavato è che “possiamo davvero fare la differenza” .

Unimamme e voi cosa ne pensate della battaglia di questa coetanea?

Anche voi avreste fatto la stessa cosa per le vostre bambine?

 

 

(Fonte: Yahoo.com)