Medico (iStock)

Il 30% delle crisi epilettiche si manifestano a scuola. I medici dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù formano ed istruiscono il personale scolastico.

L’epilessia è una malattia neurologica causata sia da una predisposizione genetica e sia a causa di lesioni cerebrali. Sono i bambini i più colpiti dall’epilessia.

Si manifesta con crisi di vario tipo nei primi anni di vita, entro i 12 anni nel 70% dei casi, con conseguenze negative sullo sviluppo psicomotorio e ricadute sul piano sociale.

Il 30% di tutte le epilessie è resistente ai farmaci: di queste solo il 10-15% può essere trattata con la chirurgia. In questo caso, prima si interviene più alta è la possibilità di guarigione. Dal 2010 ad oggi sono stati eseguiti più di 140 interventi chirurgici con una percentuale di successo pari al 70%. Vale a dire che 7 bambini su 10 sono guariti completamente.

I medici dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù hanno dato il via ad un progetto che aiuti gli insegnati, gli operatori scolastici ed anche gli studenti ad affrontare ed a gestire le crisi compulsive che si manifestano in classe. Questo perché il 30% delle crisi epilettiche si manifesta in classe, come riportato sul sito dell’Ospedale Bambino Gesù. Il progetto, “La scuola non ha paura delle crisi“, è stato lanciato per la Giornata Mondiale dell’epilessia che si tiene ogni secondo lunedì di febbraio.

Il progetto del Bambino Gesù per aiutare il personale scolastico a gestire al meglio le crisi epilettiche

Per gli esperti del Bambino Gesù, il 30% delle crisi epilettiche si manifestano in classe. Inoltre, il 40% delle chiamate ai numeri di emergenza 112 e 118 che provengono dalle scuole è per casi di crisi epilettica.

Per questo motivo è stato creato il progetto, “La scuola non ha paura delle crisi”, per insegnare a gestire le crisi in sicurezza riducendo gli accessi impropri al pronto soccorso.

Normalmente il 90% delle crisi dura meno di 2 minuti, in alcuni casi possono durare di più e rendere necessaria una assistenza d’urgenza anche con il ricovero in terapia intensiva. La somministrazione corretta e tempestiva dei farmaci specifici che vanno ad interrompe la crisi, può evitare il ricovero e soprattutto gravi conseguenze per il paziente.

E’ il terzo anno, che al Bambino Gesù viene attivato questo tipo di progetto. Sono stati istruiti già 1000 operatori in varie scuola del Lazio.

Dal monitoraggio delle scuole formate è emerso, secondo i dati dell’Ospedale, che:

  • 46% degli insegnanti ha uno studente con epilessia in classe;
  • oltre 1/3 degli istituti, circa il 37%, ha avuto a che fare con almeno un episodio di crisi epilettica;
  • a seguito della formazione è raddoppiato il senso di sicurezza e quindi la disponibilità a somministrare i farmaci d’urgenza ai bambini/ragazzi in preda alle convulsioni;
  • il 100% delle crisi, 17 in totale, è stato gestito in classe dal personale formato che ha messo in atto le corrette manovre di assistenza, evitando, così, ospedalizzazioni inappropriate. Il ricovero si è reso necessario solo in 2 casi gravi.

Il professore Federico Vigevano, direttore del dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione del Bambino Gesù, ribadisce l’importanza di educare il personale scolastico per aiutare i ragazzi che soffrono di crisi epilettiche e non venire emarginati: “È scientificamente dimostrato che educare la scuola alla gestione dei bambini e dei ragazzi affetti da epilessia ne favorisce l’inserimento in classe, migliora la loro qualità di vita, con ricadute positive anche sui livelli di ansia dei genitori. Riduce sensibilmente gli accessi non necessari al pronto soccorso. Ancora oggi purtroppo, questi giovani sono vittime di pregiudizi e limitazioni in vari ambiti della loro vita. E’ per questo che discriminazione ed emarginazione vanno combattute con ogni iniziativa di informazione, formazione e sensibilizzazione possibile”.

Il progetto prevede degli appuntamenti, dove il personale specializzato del Bambino Gesù insegnerà ai partecipanti a gestire gli attacchi epilettici in classe, con l’ausilio di video tutorialesempi pratici, strumenti tecnici e teoria, con particolare attenzione alla corretta e tempestiva modalità di somministrazione dei farmaci durante una crisi.

Voi unimamme sapevate di questo progetto? Cosa ne pensate?