“Suo figlio è autistico, vada in una scuola privata”: la denuncia di una mamma

Una mamma si sfoga su un quotidiano nazionale per il trattamento ricevuto a scuola in seguito all’iscrizione del figlio autistico alle elementari.

Dopo il caso del bambino autistico espulso da scuola e la conseguente gioia delle madri degli altri studenti, oggi vi vogliamo parlare di una storia che arriva dalla provincia di Napoli.

A denunciarla è Claudia, una mamma di due gemelli di 7 anni, Francesca e Vincenzo, che purtroppo è affetto da autismo. Secondo la signora, hanno rifiutato di iscrivere il bambino alla scuola pubblica proprio a causa della sua malattia.

Il figlio è autistico, niente scuola pubblica: la denuncia di una mamma 

L’accusa di Claudia Sivero parte dalle colonne del Corriere del Mezzogiorno ed è stata riportata anche dalla pagina facebook Austism in the WORLD:

Quest’anno dopo un’esperienza non entusiasmante in una scuola privata ho deciso di portare i bimbi in una struttura pubblica. Ero andata a portare dei documenti e con me quella mattina c’era Vincenzo che era particolarmente nervoso. Era molto irrequieto e così la dirigente scolastica mi ha detto che forse era meglio se continuavo a portare il piccolo alla scuola privata, vista la poca disponibilità, in termini di ore e personale, del suo Istituto. Mi sono sentita male, è stato molto brutto e imbarazzante” ha detto la donna.

La signora ha raccontato di aver tentato di convincere la Preside, ma senza successo: “Mi ha risposto che già mi stava facendo un piacere a prendere la femminuccia, Francesca, e che non c’erano altri posti disponibili. Ma non era vero, perché in un primo momento mi avevano anche assegnato il bambino alla classe, la II F, mentre la piccola doveva andare in II C. Ora nessuno dei due ci andrà in quella scuola“.

Claudia è convinta che il posto sia stato negato a Vincenzo proprio perché autistico: “è particolarmente difficile, ma Vincenzo è un angelo e non si può giudicare un bimbo in così poco tempo. Ma se anche fosse, Vincenzo ha diritto ad andare a scuola, come tutti i suoi coetanei“.

Valeria Limongelli, dirigente scolastica del XXXIII circolo di Soccavo, intervistata dal Corriere del Mezzogiorno prova a spiegare le proprie ragioni:

Conosco la gravità della patologia del piccolo Vincenzo, in quanto aveva frequentato la nostra scuola dell’infanzia e, considerando la mancanza di una sentenza del Tar che permettesse la copertura dell’intero orario scolastico con l’insegnante di sostegno, non era consigliabile per suo figlio l’iscrizione in una classe a tempo pieno. Le ho fatto presente anche l ‘impossibilità di accogliere il figlio nelle classi a tempo normale, in quanto tutte con un numero di alunni superiore a 20 e con alunni diversamente abili affetti da disturbi dello spettro autistico”.

La dirigente dice di aver prospettato alla mamma la possibilità di un inserimento a tempo pieno, ma con una copertura di sostegno solo per 22 ore settimanali:Vincenzo sarebbe uscito a fine mattinata, non nel pomeriggio come i compagni di classe, in base ad un orario personalizzato. Relativamente alla sorellina, che ha lacune di apprendimento piuttosto evidenti, al fine di facilitare il recupero ho spiegato alla signora che avrei fatto elaborare un progetto personalizzato che prevedesse momenti didattici in una classe prima, pur iscrivendo la bambina in seconda C a tempo normale. In questo modo la madre sarebbe stata facilitata nel prendere entrambi i figli alle 13.30″

Secondo la dirigente la signora sarebbe ritornata il giorno dopo ribadendo l’intenzione di iscrivere i bambini entrambi al tempo pieno, pretendendo che il figlio rimanesse in aula anche senza insegnante di sostegno. E sul fatto che non ci fosse più posto: “Le ho fatto presente che nella classe seconda E, dove avevo ipotizzato di inserire Vincenzo , era stata iscritta nel frattempo una nuova alunna anch’essa con bisogni educativi speciali. La classe, pertanto , aveva raggiunto il numero di 20 bambini. Non c’era più posto. Francesca, la sorellina, è stata iscritta in seconda E, dove potrà avvalersi del percorso di recupero”. 

E voi unimamme cosa ne pensate? Nel frattempo sulla questione sta indagando la Regione. In ogni caso, ciò che ci auguriamo è che Vincenzo, ed in generale tutti i bambini come lui, possa riuscire a frequentare la scuola, che come sappiamo è un diritto prima che un dovere.

Intanto vi lasciamo con il post che parla di un ragazzo autistico che fa causa alla palestra dove viene chiamato stupido. 

Firma: Valentina Colmi

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