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”Il nostro corpo è fatto per partorire”: le foto intime di un parto in casa

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Unimamme, oggi condividiamo con voi l’esperienza molto particolare di una mamma riportata inizialmente in una pagina di un gruppo dedicato al parto in casa.

Una mamma decide di partorire in casa

Sono passati 5 giorni da quando ho dato alla luce mio figlio senza assistenza.

Tre anni fa ho partorito mia figlia in un ospedale dove non ho assunto farmaci.

Dopo un’orribile esperienza in cui sono stata bullizzata per il mio piano di nascita e molestata durante il travaglio, ho deciso di partorire in casa mio figlio non appena saputo che ero incinta.

Mio marito mi è stato di grande sostegno, ha rispettato il mio corpo e la mia scelta di trovarmi in un ambiente privo di stress.

Abbiamo eliminato l’ipotesi ostetrica a causa della mia testardaggine.

Non mi piace che qualcuno dica cosa è meglio per me e il mio bambino. I soldi non erano un problema in questo caso.

Partorire non assistita per me era più un’opportunità per provare agli altri che Dio ha creato i nostri corpi per partorire e che gli ospedali non sono mai stati la norma.

Ho partorito mio figlio in bagno dopo un travaglio di 36 ore.

L’esatto ammontare di tempo che ho impiegato con mia figlia.

Durante la notte di travaglio attivo ho cercato di trovare sollievo nella doccia e nella piscina inutilmente. Ho cercato di sopportare il dolore stando in piedi contro il muro.

Continuavo a ripetere a me stessa: “il dolore è solo temporaneo”. Al mattino, sul presto, ho iniziato la transizione.

Non so quanto sia durata esattamente, ma mi sembra alcune ore.

Quando arrivavano le contrazione e la pressione mio marito era vicino a me tenendomi la mano.

Era romantico sebbene in quei momenti stessi praticamente ruggendo.

Da qualche parte durante quel periodo di tempo le mie acque hanno zampillato sul letto. In cinque diverse occasioni.

Quando sentivo il bisogno di spingere cercavo di stare a letto ma mi sembrava troppo innaturale. Ho avvisato mio marito della necessità di spingere e mi ha accompagnato al bagno.

Ho lasciato che il mio corpo spingesse. Sono semplicemente rimasta seduta sulla toilet.

Mio marito era preoccupato che spingessi troppo e ho dovuto rassicurarlo, attraverso le contrazioni, che sentivo scendere la sua testa (l’inizio dell’anello di fuoco) . Finalmente mio marito ha detto che vedeva la testa. Mi ha incoraggiata ad andare avanti.

Temeva che nostro figlio picchiasse la testa nella toilet o cadesse dentro (ahah).

Poi gli ho detto di aiutarmi ad alzarmi e che avrei partorito di spalle stando in piedi. Mio marito mi ha guardata come se fossi impazzita ma mi ha aiutata comunque.

Mi sono alzata, mi sono tenuta alla griglia degli asciugamani, ho lasciato che il mio corpo spingesse un’ultima volta e finalmente è uscito.

Mio marito è stato lì sotto shock a fare le foto.

Non mi sono mai sentita così potente e realizzata in tutta la mia vita. I nostri corpi sono davvero straordinari.

La mia placenta è uscita da sola dopo 20 minuti.

Nostro figlio pesava 4 kg. ed era lungo 55 cm. Non è un bambino nella media dal momento che mio marito è molto alto più di 1,80.

Quindi se siete spaventate e pensate di non riuscirci, sappiate che potete farlo!

Non abbiate paura, i nostri corpi sono fatti per questo.”

Il post pubblicato sulla pagina Facebook di Maria Franson, la mamma coraggiosa, ha ricevuto migliaia di like e sta facendo il giro del mondo.

Unimamme, voi avete mai preso in considerazione il parto in casa?

Noi vi lasciamo con la storia di una mamma che ha condiviso la nascita del terzo figlio.