Abbiamo tante volte parlato della parità di genere perché siamo favorevoli all’uguaglianza: io ho due figlie e sto cercando di insegnare loro che non esistono giochi da femmine e giochi da maschio, ma giochi e basta. Se vogliono fare le costruzioni o vestirsi da Batman per Carnevale, ben venga (mi comporterei così anche se avessi un maschio: se volesse una bambola o vestirsi di rosa sarebbe un problema degli altri, non nostro).

Soprattutto, quello che non sopporto, sono le pubblicità in cui per esempio le bambine vengono rappresentate come le future casalinghe dedicando loro giochi come l’aspirapolvere o il ferro da stiro mentre ai bambini sono riservate le costruzioni o i giochi d’intelletto. Il rispetto per le donne s’impara fin da piccoli e lo si impara anche tra i banchi di scuola.

Parità di genere: libro delle elementari sotto accusa 

Un libro delle elementari è sotto accusa perché riporta delle frasi che effettivamente non fanno fare bella figura alle donne. Nel testo I verbi canterini edito da MelaMusic si legge infatti: “La mamma lava, stira, cucina mentre canticchia una canzoncina. Il babbo invece gioca a pallone, fuma la pipa il nonno Gastone”.

Qualche insegnante ha infatti storto il naso con l’idea che la mamma debba per forza essere “l’angelo del focolare” mentre gli uomini o giocano o fumano. L’editore però la pensa diversamente, come riporta Il Fatto QuotidianoGiuliano Crivellente, autore del libro assieme ad un’insegnante di italiano dice che  “Questo libro ha dieci anni, ha fatto centinaia di copie e non ho mai avuto problemi. Chi ha scritto il testo è una maestra che insegna italiano e non mi sembra che abbia detto qualcosa che esce dall’ordinario. La casa editrice ha monitorato il testo. Sono filastrocche e canzoncine molto semplici che usiamo per arrivare direttamente al bambino. Non mi sembra che si leda nessuno. Uno fa l’uno, l’altro fa l’altra cosa. Dieci anni fa quando è stato fatto il progetto l’insegnante che l’ha scritto ha ritenuto di far passare la linea tradizionale”.

Elena Centemero,  deputata di Forza Italia presidente della Commissione Equality and Non Discrimination del Consiglio d’Europa, ha un pensiero opposto: “Il libro è stato scritto dieci anni fa quando non c’era una sensibilità nei confronti degli stereotipi di genere com’è evidente in questo brano. Ovviamente l’autrice dovrebbe aggiornare il libro. In ogni caso l’insegnante ha la libertà di non adottare o usare un libro”.  

E voi unimamme cosa ne pensate? Intanto vi lasciamo con il post che parla dello spot contro i giochi “senza stereotipi”.