razzismo a scuola
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Una professoressa di Modena ha trovato il modo di combattere il razzismo nella sua classe.

Un esperimento sul razzismo a scuola

razzismo a scuolaDaniela Tazzioli, insegnante di italiano e storia in una classe dell’Iti Corni, ha svolto un esperimento che ha risolto il problema del razzismo nella sua classe.

Nella classe in cui insegna ci sono 29 studenti, di cui 9 stranieri, due orfani, due di entrambi i genitori e uno solo del papà e cinque con disturbi specifici dell’apprendimento.

La prof Tazzioli ha ammesso di essere rimasta scossa leggendo quanto avevano scritto gli alunni in un tema su quanto avvenuto a Macerata.

L’insegnante aveva chiesto ai ragazzi di scrivere le loro opinioni sul tema dei migranti.

Per sua stessa ammissione si è ritrovata in una classe di criptorazzisti, ovvero di razzisti in modo nascosto.

Nei loro temi i ragazzi avevano riportato gli slogan della campagna elettorale. Quando ha letto le frasi che erano state rivolte ai ragazzi di origine straniera è inorridita.

I compagni apostrofavano gli alunni stranieri con parole di questo tipo: “fatti esplodere” o “tuo zio ti ha detto dove sarà il prossimo attentato?”.

Un orfano si è sentito dire questo:mi hanno chiesto di che cosa è morto mio padre. Quando io ho risposto che era scomparso di tumore, mi hanno risposto: “Non è vero, tuo padre si è fatto esplodere”. Io sono rimasta profondamente turbata da queste reazioni».

Così la docente ha pensato a un metodo per sovvertire questa terribile ondata d’odio.

Ho messo insieme un dossier con dati e tabelle, disponendo i ragazzi, a coppie, di fronte a 20 fake news sugli immigratiprosegue la prof – Il loro compito era cercare la fonte che avvalorasse o smentisse quelle notizie. La restituzione è stata un successo: anche i razzisti più incalliti si sono ricreduti e hanno cambiato atteggiamento. “

L’insegnante voleva dimostrare come i migranti fossero oggetto di odio, propaganda e fake news.

A colpire i ragazzi sono state anche le notizie economiche, secondo cui gli stranieri versano tra i 13 e i 17 miliardi e ne ricevono indietro solo 3 in termini di servizi.

Alla fine del compito i suoi studenti hanno dichiarato che avevano capito che la propaganda sugli immigrati serviva solo a nascondere altri problemi e da allora hanno cambiato atteggiamento.

Unimamme, voi cosa ne pensate di questa vicenda di cui si parla sulla Gazzetta di Modena?

Noi vi lasciamo con alcuni consigli su come combattere il razzismo partendo dalle bambole.