bambino nato in mare

Un piccolo migrante è nato a bordo della nave Aquarius, gestita da Medici Senza Frontiere e SOS Mediterranee.

Bambino nato in mare: la sua storia

Un bambino è venuto alla luce sulla nave Aquarius, nave di ricerca e soccorso gestita da Medici Senza Frontiere e Sos Mediterranee.

Il suo nome è: Miracle (Miracolo) ed è nato sabato 26 maggio in acque internazionali da una donna soccorsa prima da una nave della marina militare italiana e in seguito trasportata sulla Aquarius.

“Pesa 2,8 kg il piccolo Miracle nato questo pomeriggio a bordo della #Aquarius! Lui e la sua mamma stanno bene” si legge nel cinguettio su Twitter di Medici Senza Frontiere.

Amoin Soulemane, ostetrica che ha assistito al parto, ha commentato così questa nascita: “per essere il primo parto della donna, è avvenuto molto rapidamente. Le doglie sono iniziate al mattino presto, ma dopo poche ore di travaglio è nato il bambino. Stanno entrambi molto bene“.

La storia della mamma di Miracle è drammatica come quelli di tanti altri migranti. La donna è arrivata in Libia circa un anno fa dove è stata tenuta prigioniera, picchiata, lasciata spesso senza cibo. Inoltre è stata soggetta a estorsioni, ma è riuscita a fuggire con il suo compagno e un centinaio di altre persone.

Per un anno si è nascosta a casa di un amico in Libia, fino a giovedì scorso, quando ha affrontato il viaggio alla volta del Mediterraneo.

Aoife Ni Mhurchu, su La Presse, insiste sul fatto che la situazione in Libia sia molto pericolosa per i migranti in Libia, se la mamma di Miracle fosse andata in travaglio solo 48 ore prima avrebbe dovuto partorire da sola in un nascondiglio sulla spiaggia.

“Mi ha raccontato che la loro barca in realtà era partita mercoledì, ma dopo pochi minuti il motore si era guastato ed erano tornati a riva. I trafficanti hanno detto loro di nascondersi sulla spiaggia, poi sono scomparsi e per 24 ore non sono tornati. A quel punto è stata lasciata lì, terrorizzata, così avanti nella gravidanza, senza cibo né acqua“.

Dal 1 gennaio 2016 almeno 4690 persone, tra uomini, donne e bambini, sono morti cercando di attraversare il Mediterraneo.

Durante la stagione invernale l’unica nave operativa è stata la Aquarius, in collaborazione con SOS Mediaterranee.

Da marzo vi è in azione anche la Prudence che può ospitare a bordo fino a 600 persone e altre 400 se necessario.

La nave è fornita di pronto soccorso, ambulatorio, farmacia e aree per trattare i casi più vulnerabili.

Unimamme, voi cosa ne pensate di quanto accaduto?

Noi vi lasciamo con la storia di un‘altra bambina nata in mare il cui nome è un omaggio ai soccorritori.