Bambini (iStock)

Conosciuta come “ormone dell’amore“, l’ossitocina svolge tante funzioni importanti, tra cui quelle di sviluppare le abilità sociali e favorire la socialità nelle persone con autismo. Ora i ricercatori hanno scoperto una nuova funzione, quella di regolare il meccanismo di ricompensa sociale nel cervello. Ecco di cosa si tratta.

L’ossitocina “ormone dell’amore” e la ricompensa sociale nel cervello

Conosciuta come l’ormone dell’amore, l’ossitocina è un neurotrasmettitore che svolge un ruolo importante nel favorire la socialità, nell’attività sessuale, nell’agevolare il processo biologico della nascita e instaurare un legame con il neonato.

L’ossitocina viene prodotta in un’area del cervello chiamata nucleo paraventricolare, situata nell’ipotalamo. L’ipotalamo è coinvolto nella regolazione della temperatura corporea, del senso si sazietà e sete e nei comportamenti sociali, come l’attaccamento.

L’ossitocina, inoltre, può migliorare la socialità nei bambini con autismo. Come ha stabilito un recente studio nel quale è stato dimostrato come l’ossitocina sotto forma di spray nasale portasse benefici nel comportamento dei bambini autistici.

Un nuovo studio della Stanford University School of Medicine in California, condotto dal dottor Robert Malenka ha analizzato il meccanismo dietro al sistema di ricompensa sociale nel cervello, rilevando il ruolo dell’ossitocina in questo processo. Lo studio puntava ad individuare le anormalità sottostanti il funzionamento del cervello che causano problemi e deficit nel comportamento sociale, dovuti a disturbi come l’autismo, che compromettono seriamente la qualità della vita.

I risultati della ricerca hanno evidenziato che un fattore che può contribuire ai deficit comportamentali può essere una modulazione anomala del circuito cerebrale della ricompensa dovuta all’ossitocina. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science.

Nel cervello, una parte chiamata area ventrale tegmentale (VTA) comunica con il nucleus accumbens (NA) per regolare il sistema di risposta della ricompensa, un circuito che ci dice che alcune attività, come mangiare, bere o fare sesso, sono piacevoli. Ci incoraggia dunque a proseguire in quelle attività e questo meccanismo di ricompensa è quello che in parte assicura il nostro benessere e che continuiamo a riprodurci.

Le cellule nervose che compongono l’area ventrale tegmentale (VTA) secernono dopamina, un altro neurotrasmettitore, che regola la sensazione di piacere. La dopamina rilasciata nel cervello ci fa stare bene quando svolgiamo attività legate alla sopravvivenza. Tuttavia, livelli anormali di dopamina sono stati legati anche alla dipendenza e all’abuso di sostanze.

Lo studio del dottor Malenka ha cercato di capire perché la dopamina alcune volte viene rilasciata in modo anormale, causando effetti indesiderati, e quali altri fattori sono implicati nel complesso meccanismo cerebrale di risposta della ricompensa.

Studiando i topi, che hanno circuiti della ricompensa simili agli umani, i ricercatori hanno analizzato in dettaglio le complicazioni del meccanismo. In un precedente studio, sempre sui topi, condotto dal dottor Malenka e dai suoi colleghi, è emerso che l’ossitocina svolge un ruolo importante nel determinare le risposte sociali accanto alla dopamina. Tuttavia, non era chiaro come l’ossitocina influenzasse il funzionamento di questo circuito.

Ora, i ricercatori hanno scoperto che il nucleo paraventricolare rilascia l’ossitocina nel VTA, che è cruciale per promuovere comportamenti a favore della socialità. Al contrario, quando il rilascio di ossitocina nella VTA è inibito, l’interazione sociale è compromessa.

Gli studiosi hanno notato che l’ossitocina rilasciata nel VTA stimola un gruppo di neuroni chiamati “neuroni della dopamina”, che funzionano tramite la segnalazione della dopamina. Inoltre, mentre l’inibizione del rilascio di ossitocina in quella parte del cervello influenza negativamente la socialità, non impedisce agli animali di provare gusto per le droghe che suscitano il piacere come la cocaina.

Si tratta probabilmente del primo studio che conferma l’esistenza di questo meccanismo, mostrando che l’ossitocina influenza direttamente i neuroni della dopamina nell’area ventrale tegmentale (VTA). Lo studio ha permesso di individuare come lavora l’ossitocina, delineando un meccanismo cerebrale che spiega perché le interazioni sociali sono spesso piacevoli e gratificanti. Anche se ulteriori approfondimenti saranno necessari, perché il modello dei topi non è perfetto. Il loro meccanismo cerebrale è simile ma non uguale a quello umano. In futuro bisognerà studiare questo meccanismo sugli esseri umani.

Le ricerche sui meccanismi che stanno dietro al circuito della ricompensa, e il ruolo svolto dall’ossitocina in merito, sono importanti, soprattutto per il potenziale dell’ormone dell’amore di influenzare in modo significativo il comportamento sociale.

Nel frattempo, “l’ossitocina viene testata come potenziale agente terapeutico nel trattamento delle persone con autismo e altri disturbi cerebrali che presentano deficit di comportamento sociale. Pertanto è importante capire come l’ossitocina lavora nel cervello per mediare i suoi effetti terapeutici potenziali”. Ha spiegato il dottor Malenka.

Lo studio è stato trattato da Medical News Today.

Che ne pensate unimamme? Avete fiducia in questi progressi della scienza?

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