ragazzi a cocaina

Ragazzi e cocaina: la prima dose già a 12 anni, è allarme a Torino.

È allarme “baby tossici” a Torino: ragazzi sempre più giovani dipendenti dalla droga. La prima dose di cocaina già a 12 anni.

Ragazzi e cocaina: prima dose a 12 anni

Una situazione allarmante è quella dei giovani tossicodipendenti a Torino e provincia. Un fenomeno sempre più esteso che riguarda adolescenti sotto i 18 anni di età, chiamati “baby tossici“, per la giovane età in cui iniziano a fare uso di sostanze stupefacenti. Il fenomeno è agevolato, purtroppo, dai prezzi sempre più bassi della droga. I ragazzini riescono così a comprarsi una doga anche con la paghetta che ricevono dai genitori. Oppure rubano in casa, o addirittura rapinano i loro coetanei.

Un fenomeno purtroppo in crescita, che ha messo in allarme servizi sociali, forze dell’ordine e istituzioni pubbliche. Una relazione della prefettura ha messo in guardia su una situazione di “criticità emergente” che riguarda i “giovanissimi segnalati più volte per cannabis o per la prima volta, ma per sostanze quali la cocaina“.

I baby tossici consumano soprattutto cocaina in fumo, sotto forma di crack, che viene inalata con bottiglie e cannucce. Il consumo di questo stupefacente avviene anche in gruppo, in una sorta di rituale.

Il caso più allarmante è quello di un baby consumatore di cocaina in fumo (crack) di soli 12 anni. Un caso seguito dalla Asl della zona Nord di Torino. La dottoressa Emanuela Rivela, neuropsichiatra infantile ha spiegato: “Questo caso non rientra tra quelli della prefettura, ma può essere definito come uno dei più impegnativi avvenuti in città. Perché il ragazzino ha sviluppato una dipendenza da crack irrefrenabile“.

Nel 2017 a Torino sono stati segnalati 15 minori come consumatori di cocaina. Se ne occupano gli uffici del “Not” della prefettura, il nucleo operativo tossicodipendenze, che segue i procedimenti amministrativi a carico delle persone fermate dalle forze dell’ordine durante i controlli e trovate in possesso di stupefacenti per uso personale.

Il dato sui baby tossici è allarmante e non ha precedenti nel passato. Il fenomeno della tossicodipendenza non è certo una novità, ma mai è stato di queste proporzioni tra ragazzi così giovani. La neuropsichiatra infantile Emanuela Riva ha spiegato che questi ragazzi sono in genere “assuntori di cocaina fumata, che viene tracciata nel corso delle analisi”. “Stiamo registrando un incremento di casi e un abbassamento dell’età – ha continuato la dottoressa -. Ciò è dovuto a vari fattori. La facilità di reperire la droga e i prezzi contenuti favoriscono il consumo”.

A preoccupare ancora di più, poi, è il fatto che i baby tossici non si limitano ad assumere cannabinoidi, di solito gli stupefacenti più diffusi tra i ragazzi, ma sono in crescita le droghe pesanti come la cocaina.

Riguardo al consumo generale di droghe, nel 2017 sono stati segnalati alla prefettura di Torino come consumatori 11 minorenni nella fascia di età 0-14 anni. Un numero che cresce in modo esponenziale nella fascia di età successiva dai 15 ai 17 anni, con 254 minori segnalati come consumatori di droghe. Numeri che fanno riflettere.

I minori consumatori di droga segnalati dalla prefettura di Torino sono stati controllati nei tipici luoghi di ritrovo, e purtroppo anche spaccio, dei giovani: giardini pubblici, stazioni ferroviarie, scuole, luoghi di ritrovo, discoteca, anche le frontiere nei periodi di vacanza.

Il pericolo delle sostanze stupefacenti assunte nell’età dello sviluppo è quello di interferire nella crescita e nello sviluppo cerebrale dei ragazzi, con conseguenze devastanti. Le droghe assunte in età giovane fanno male il doppio che nell’età adulta. Spiegano i medici che la cocaina assunta tra i 15 e i 21 anni rischia seriamente di compromettere le funzioni cerebrali, in una fase ancora di sviluppo per i ragazzi.

Inoltre, “la cocaina fumata sviluppa una fortissima dipendenza. Più se ne consuma e più si ha voglia. Dà un piacere intenso. Ma gli effetti sono devastanti. A lungo andare si sviluppano forme incontrollabili di impulsività”, ha spiegato la dottoressa Rivela. Infatti, i ragazzi che l’hanno provata e che ne sono dipendenti dicono: “La cocaina mi fa sentire onnipotente” o “mi fa superare i limiti“. Parole che fanno venire i brividi quando pronunciate da ragazzini, alcuni ancora in età pediatrica peraltro.

La dipendenza da cocaina, poi, è difficile da trattare, perché non esiste una vera e propria cura medica. Difficile è anche affrontarla con i minorenni, che non si aprono al dialogo, ma restano chiusi in sé stessi. “Bisogna partire da lontano, usando l’approccio degli educatori, per poter arrivare al cuore dei loro problemi e prima di affidarli alle cure di uno psicologo”, ha sottolineato Rivela.

I numeri sui baby tossici sono preoccupanti anche a livello nazionale. La percentuale dei minori consumatori di droghe è cresciuta dal 7,9% del 2008 al 0,3% nel 2013, per raggiungere quasi il 12% nel 2017.

Il maggior numero di casi segnalati è del Piemonte: con 4.535  minori segnalati come consumatori i droghe. Seguono 4.510 segnalazioni nel Lazio e 3.870 della Sicilia.

Del problema si è occupato il quotidiano La Stampa.

Sono dati preoccupanti e sconfortanti allo stesso tempo. Che ne pensate unimamme? Come si può prevenire il consumo di droga in ragazzi così giovani? Quali sono le strategie di intervento migliori?

Sul tema vi ricordiamo il nostro articolo: “La cannabis light non esiste”, dicono gli esperti