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Gemelle siamesi ritenute senza speranza operate per 10 ore in Italia

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Rayenne e Djihene sono due bambine molto dolci, nate con una particolarità: sono gemelle siamesi che probabilmente in Algeria, il posto da cui provengono, non avrebbero avuto speranze.

Si tratta di un caso molto raro: 1 caso ogni 50-100 mila nati vivi.  Il fatto che nascano gemelli siamesi è dovuto alla divisione tardiva dell’embrione, ma le cause di questo ritardo non sono ancora state scientificamente scoperte. Purtroppo nel 75% dei casi i gemelli siamesi non sopravvivono.

Fortunatamente però alla richiesta di aiuto del papà hanno risposto in molti, tra cui un’associazione francese, Halal Verif, che si è fatta carico delle spese di viaggio e di alloggio della famiglia, mentre le cure sono state a carico dell’Ospedale Bambino Gesù come attività umanitaria.

Due gemelline siamesi separate in Italia 

Le piccole sono arrivate a novembre 2016 a Roma all’Ospedale Bambino Gesù e il team multidisciplinare di medici ha studiato il caso con una tecnologia 3D.

Erano da più di 30 anni che in ospedale non si eseguiva un intervento così tecnicamente complesso: le gemelle di 17 mesi erano unite per l’addome e il torace.

L’operazione è durata 10 ore e ha visto l’alternanza di 5 equipe per un totale di 40 medici.

Rispetto all’operazione eseguita nell’ospedale romano sempre 30 anni fa su due maschi, i tempi di realizzazione si sono dimezzati grazie alla tecnologia: gli organi sono stati stampati in 3D, preparati con Tac e risonanze tridimensionali.

La preparazione all’intervento è durata 11 mesi, per consentire alle bambine di sopportare un intervento così complesso e sicuramente importante.

E’ già in programma a breve una seconda operazione.

Dopo un paio di settimane in terapia intensiva – ormai separate – hanno lasciato il reparto e sono state ricoverate in chirurgia. Ora stanno bene e avranno la speranza di una vita normale.

Alessandro Inserra, direttore del Dipartimento chirurgico e responsabile dell’intervento ha dichiarato: “Voglio rivolgere un grazie a papà Francesco e questo non è un errore ma ho usato questo termine volutamente, perché il Pontefice ci consente di lavorare in un ambiente che è più come una famiglia che un istituto accademico quale siamo”.

Inserra ha anche ringraziato la famiglia perché, “ci hanno dato fiducia.  La “componente umana  viene sicuramente prima di qualsiasi attività clinica. Per me l’emozione più grande è stata vedere le due bambine sorridere dopo l’operazione ed i loro genitori felici”.

E voi unimamme cosa ne pensate?

Intanto vi lasciamo con il post di due ex gemelli siamesi separati dopo un’operazione di 27 ore.