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Safer Internet Day 2018: Internet a misura di bambino

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Internet è ancora un mondo ancora tutto da scoprire per i ragazzi e soprattutto i bambini: vivendo in un mondo inpermeato di tecnologia, bisogna per forza farci i conti, ma ovviamente in sicurezza. Bisogna insegnare ai nostri figli ad usare i potentissimi strumenti che hanno a disposizione in maniera corretta e senza incorrere in pericoli. Per questo a Milano e a Roma si sta svolgendo il Safer Internet Day 2018 in cui gli operatori del settore – aziende, associazioni – e Telefono Azzurro discutono della Rete e del ruolo dei social media.

Perché dobbiamo capire come funzionano le tecnologie 

Negli eventi di Milano e Roma saranno i ragazzi protagonisti: grazie all’hashtag #KIDS4SID saranno infatti proprio loro a porre domande a chi si occupa di tecnologie e social, mentre a Roma – il cui hashtag è #SID4KIDS –  ci sarà un incontro più istituzionale, in cui le riflessioni dei giovani utenti saranno discusse per proporre nuove idee e soluzioni. Verranno inoltre presentati i dati dell’ultima ricerca di Telefono Azzurro e Doxa Kids che ha analizzato, tra gli altri, il rapporto tra i ragazzi ed il web e le nuove sfide che la Rete e il web pongono alle agenzie educative.

Proprio durante un Safer Internet Day, quello del 2016, sono state sottoscritte la Carta di Milano e di Roma sulla sicurezza in Rete. Si tratta di documenti in cui diversi attori – politici, istituzionali, aziende, associazioni no profit – si sono impegnati per rendere un mondo virtuale il più sicuro possibile per bambini e ragazzi.

La Carta consta di diversi punti dove si affrontano i temi di pene e supporto alle vittime. Per esempio le forze dell’ordine italiane “dovrebbero avere accesso al Database dell’INTERPOL “International Child Sexual Exploitation” (ICSE). Tramite il ICSE si faciliterebbe il sistema di identificazione, sia delle vittime, sia degli autori di reato”.

Ovviamente chi è colpito da episodi gravi – come cyberbullismo, pornografia, furto d’identità o abusi  – deve poter avere un supporto emotivo immediato in modo da “affrontare non solo le conseguenze di eventuali violenze subite online, ma anche di raccogliere segnalazioni di utenti che osservino manifestazioni di grave disagio da parte di minorenni (ad es, minacce di suicidio)”

Anche le istituzioni sono coinvolte auspicando la realizzazione di progetti che possano portare ad un’educazione consapevole sui problemi legati all’uso sbagliato di internet, mentre le aziende dovrebbero essere in grado di intervenire tempestivamente rimuovendo materiale illegale o dannoso per i bambini. Infine i media non dovrebbero trattare i casi in cui le vittime sono bambini o ragazzi in maniera poco etica e solo per mirare alla notizia: bisogna tutelare la privacy e la riservatezza dei minori. Persino il linguaggio ha una sua importanza: la Carta auspica che ci sia una terminologia universale e chiara quando si trattano queste tematiche.

E voi unimamme cosa ne pensate? Intanto vi lasciamo con il post che parla di cyberbullismo: finalmente approvata la legge.