Care unimamme, oggi vogliamo raccontarvi la storia che ha dato origine ad un libro, che ha venduto più di 5 milioni di copie, e infine ad un film, di imminente uscita, che abbiamo visto in anteprima.

La storia è quella di un incontro che ha cambiato la vita ad una mamma. Questa donna si trovava infatti in una gelateria con i suoi figli quando la figlia nel passeggino ha iniziato improvvisamente a piangere. Il motivo? Aveva visto una bambina con delle evidenti deformità sul viso, che l’aveva spaventata. Questa mamma, non sapendo come reagire, ha lasciato la gelateria. Tornata a casa però, ripensando alla sua reazione, si è sentita in colpa e profondamente dispiaciuta di non aver agito diversamente, magari avvicinandosi alla bambina e introducendola ai figli. Ha iniziato quindi a pensare a come si era sentita quella bambina, e a come si dovesse sentire ogni giorno di fronte alle reazioni delle persone. Ed ha iniziato a scrivere il libro quella notte.

La donna in questione è R.J. Palacio (nome di fantasia) ed il libro che ha iniziato a scrivere è Wonder.

A distanza di 5 anni dalla pubblicazione del libro è stato realizzato il film, in uscita in Italia il 21 dicembre.

Wonder: come un bambino di 10 anni da “recluso” diventa l’eroe di una scuola media

August Pullman, detto Auggie, è il protagonista del film, un bambino di 10 anni, nato con una malattia genetica rara, la Sindrome di Treacher Collins, che gli ha causato delle malformazioni craniofacciali gravi e che ha richiesto numerosi interventi chirurgici ricostruttivi prima dei 5 anni. Auggie infatti ne ha avuti ben 27.

Questo bambino per la prima volta deve andare a scuola, e non essendo mai uscito prima, se non con famigliari e a volto coperto, è letteralmente terrorizzato da come gli altri bambini reagiranno alla sua vista.

Fortunatamente Auggie non è solo: dalla sua ha una famiglia unita e coraggiosa. La mamma, interpretata da Julia Roberts, che lo aveva seguito fino a quel momento, è come lui spaventata ma si dimostra pronta ad affrontare con il figlio la nuova sfida. Il papà invece, interpretato da Owen Wilson, ha più paura ma cerca di non mostrarlo al figlio.

Auggie, interpretato da Jacob Tremblay, ha solo 10 anni, ma è molto maturo e sensibile. La sua diversità è anche il suo punto di forza, in quanto ha imparato ad osservare molto di più degli altri, ed ha una mente brillante.

Vedere il film è aprire gli occhi, rivolgere lo sguardo verso ciò che significa “essere diversi, ma essere uguali”.

Auggie non vuole essere compatito, Auggie vuole solo essere considerato come gli altri bambini. Non ama essere osservato e sfugge gli sguardi degli altri guardando in basso.

E gli altri, non sapendo se sia meglio guardarlo o meno, spesso optano per la seconda scelta, preferendo la via forse più facile nell’immediato, ma che si rivela essere quella sbagliata. Solo quando riusciranno a guardarlo, infatti, lo vedranno per chi veramente è: un bambino brillante, divertente, capace e molto coraggioso.

Ciò che piace nel film, ma anche nel libro, è che la storia viene raccontata da diversi punti di vista: il primo è quello del protagonista, ma importanti sono anche quelli degli amici-nemici che incontra a scuola, della sorella più grande, ed in generale delle varie persone che fanno parte della sua vita. Viene così data la possibilità a tutti di immedesimarsi, di comprendere alcuni comportamenti degli altri e di noi stessi, di osservare e osservarci più da vicino e più a fondo.

Il concetto che arriva forte è che la gentilezza verso gli altri è la chiave per vivere una vita degna. Nella storia c’è un docente che ogni giorno insegna un precetto agli alunni e uno in particolare merita:

Quando ti viene data la possibilità di scegliere se avere ragione o essere gentile, scegli di essere gentile“.

Nel film, come nel libro, si piange e si ride contemporaneamente. E non solo i grandi, anche i bambini si commuovono e gioiscono: noi ad esempio abbiamo visto il film assieme ad un bambino di 8 anni e ad un ragazzo di 14 ed è stato bellissimo osservare i loro occhi lucidi e raggianti durante le scene del film. 

Come ha affermato il regista del film, Stephen Chbosky, la grande lezione del film è riassumibile nella seguente frase “è la somma delle scelte che fai che ti crea come individuo“. Il valore della nostra vita dipende da noi: siamo noi che scegliamo come essere con gli altri, e se scegliamo di essere gentili più del dovuto allora possiamo diventare anche degli eroi.

Quindi, secondo noi, i 3 motivi per cui il film deve essere assolutamente visto sono:

  1. si parla di amicizia e di gentilezza e di bullismo, quindi è altamente formativo per i bambini e i ragazzi
  2. si parla dell’essere genitori, dell’essere fratelli, dell’importanza dei nonni, quindi è adatto a tutta la famiglia
  3. si mostra come sia profondamente sbagliato giudicare gli altri solo per come appaiono: anziché guardare altrove, se tutti noi cambiassimo il modo di guardare gli altri, il mondo sarebbe un posto migliore.

Wonder è il film che, parlando di gentilezza, si oppone all’odio sempre più diffuso (basti pensare a ciò che avviene sui social media) , all’ignoranza e ai pregiudizi, e per tale motivo deve essere visto da più persone possibili.

Cos’altro aggiungere, se non consigliare di farvi un bellissimo regalo di Natale andandolo a vedere in compagnia dei vostri figli?

E voi unimamme, ci andrete? Avete già letto il libro?