come un figlio cade nella tossicodipendenza
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Una mamma spiega come si è accorta che il figlio adolescente si drogava.

Una mamma ha coraggiosamente deciso di spiegare come si è accorta del problema di tossicodipendenza del figlio adolescente.

Una mamma parla della tossicodipendenza del figlio adolescente

“Quando aveva 15 anni gli abbiamo cominciato a trovare nelle tasche dei jeans, ma anche in camera, residui d’erba, frammenti scuri”.

I genitori non sapevano bene di cosa si trattasse e c’è voluto anche diverso tempo per acquisire la consapevolezza necessaria per ammettere che il figlio Andrea si drogava da quando aveva 12 anni.

Purtroppo, la prima reazione alla scoperta non è stata decisiva. “Forse inizialmente abbiamo sottovalutato la cosa, pensando che fosse un periodo”.

Inizialmente non volevano accettare la realtà, molto dura, che il loro ragazzo stava vivendo. “Non volevamo accettare quello che stava accadendo e che solo dopo abbiamo cominciato a combattere con tutte le armi: un calvario“.

I genitori avevano notato un cambiamento nel passaggio dalla terza media alla prima superiore. “Da bambino modello, che rispettava le regole e faceva mille attività, ci siamo ritrovati a fronteggiare un adolescente che non voleva andare a scuola e che quando ci andava era indisciplinato. Poi aveva perso interesse per ogni cosa“.

I genitori però hanno cercato di affrontare queste difficoltà con l’aiuto di un terapeuta. Questa saggia decisione ha portato i suoi frutti, perché il ragazzo si è confidato ed è quindi stato aiutato.

Andrea, che ormai aveva 18 anni, ha ammesso di far uso di eroina e che aveva provato un po’ tutte le droghe da quando aveva 12 anni.

“Gli chiedevamo continuamente perché rientrava a casa tardi, perché non andava a scuola, chi frequentava… Alla fine ha raccontato… E abbiamo capito perché la casa fosse piena di stagnole”.

Come accennato, per i genitori è stata una notizia durissima da accettare: “un cazzotto in faccia. Il terrore che da quella spirale non potesse più uscire, che fosse condannato. Per noi la percezione di un fallimento totale, come genitori, come persone. Sono emersi i sensi di colpa”.

Inizialmente il giovane si pagava la droga con la paghetta dei genitori, l’eroina infatti costa 5 Euro, poi il ragazzo ha iniziato a commettere furti in casa.

I genitori hanno provato a sorvegliarlo, mettendo telecamere in casa, monitorando la sua attività sui social, disperati.

Alla fine per loro è risultato vincente rivolgersi all’Asl e al servizio per le tossicodipendenze.

Ecco quindi il consiglio di questa mamma, maturato a caro prezzo, ma valido per tutti i genitori.

“Di stare attenti a ogni dettaglio, perché questi ragazzi sono molto intelligenti e bravissimi a mascherare, ma non si passa dal latte materno all’eroina in un giorno. Questa cosa può succedere in ogni famiglia. Noi lavoriamo in importanti istituti di credito, siamo brave persone, istruite, senza vizi, abbiamo fatto del nostro meglio per essere genitori attenti. Eppure… Il nostro consiglio è di non concedere troppe libertà perché i figli devono essere seguiti e controllati. E, nel caso si facessero scoperte non gradite, di non spaventarsi ma farsi aiutare”.

Unimamme, cosa ne pensate della testimonianza di questa mamma toscana su La Nazione?

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