Paracetamolo prima e durante la gravidanza e rischio di ADHD per i figli

Secondo una ricerca norvegese, l’uso prolungato del paracetamolo in gravidanza può far incappare nel rischio di disturbi dell’apprendimento per il feto.

Molti medicinali non si possono assumere durante la gravidanza. Un nuovo studio suggerisce che le future mamme potrebbero aggiungere il paracetamolo dalle lista. Molto poco si conosce degli effetti delle medicine durante la gravidanza; alcune sono considerate sicure come appunto il paracetamolo. E’ infatti fortemente raccomandato per alleviare il dolore.

Un nuovo studio norvegese però pubblicato sulla rivista Pediatrics ha provocato un po’ di panico tra i genitori. La ricerca ha scoperto che un uso prolungato del paracetamolo durante la gravidanza potrebbe aumentare i il rischio di sviluppare disturbi dell’attenzione ADHD.

L’uso del paracetamolo in gravidanza e prima del concepimento da parte di madre e padre possono aumentare il rischio di ADHD nei figli

I ricercatori hanno analizzato i dati raccolti dalle madri norvegesi e da una coorte di bambini, che includono le informazioni su

  • 75,217 papà,
  • 95,242 mamme
  • e 114,744 bambini nati tra il 1999 e il 2009.

I papà hanno completato i questionari sull’uso del paracetamolo fino alla 18esima settimana di gestazione e poi ancora durante la gravidanza e dopo il parto.

I questionari delle madri sono stati raccolti quando i bambini avevano

  • 6 mesi,
  • poi un anno e mezzo
  • e poi ancora tre anni.

Le informazioni sui bambini con i disturbi dell’attenzione sono stati ottenuti dal Norwegian Patient Registry.

Lo studio finale ha incluso 112,973 bambini, 2246 dei quali è stato diagnosticato l’ADHD.

Circa metà delle donne nello studio ha usato paracetamolo ad un certo punto della gravidanza.

Abbiamo scoperto che usando il paracetamolo per 29 giorni o di più durante la gravidanza il rischio di sviluppare disturbi dell’attenzione aumenta del 220%” dice Eivind Ystrom, l’autore principale, si legge su Cnn.

Le donne che hanno usato il paracetamolo per meno di sette giorni avrebbero un rischio meno elevato di sviluppo dei disturbi dell’attenzione.

E’ molto importante il fatto che mentre non è stata trovata nessuna associazione tra l’uso del paracetamolo da parte della madre prima della gravidanza e lo sviluppo della ADHD, l’uso del paracetamolo da parte di padre è invece strettamente associato alla ADHD. I padri che hanno fatto uso di paracetamolo per 29 giorni o più prima del concepimento hanno avuto un numero doppio di bambini con ADHD. Non è chiaro come interpretare questo risultato.  Ystrøm ha infatti dichiarato: “potrebbe essere che i padri che usano molto paracetamolo hanno un più alto rischio genetico per l’ADHD” o che un uso prolungato della medicina può portare a cambiamenti nello sperma.

I ricercatori hanno accertato che i risultati non significano che le donne non dovrebbero più assumere il paracetamolo in gravidanza: occasionalmente – in caso di mal di testa o di episodi dolorosi – si può prendere.

E’ infatti l’uso prolungato quello che si mette in discussione.

Lo studio non è il primo che ha trovato una correlazione tra il paracetamolo e i problemi di comportamento dei bambini. Nel 2016 una ricerca pubblicata sulla rivista JAMA Pediatrics aveva scoperto che i bambini esposti al paracetamolo durante la gravidanza avevano un rischio maggiore di difficoltà comportamentali.

Alcuni studiosi sono però scettici sui risultati e richiedono ulteriori approfondimenti.

E voi unimamme cosa ne pensate?

Intanto vi lasciamo con un’altra ricerca che parla di paracetamolo e rischi per i feti maschi.

Firma: Valentina Colmi

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