22 motivi per cui allattare al seno e con il latte artificiale è la stessa cosa: si è sempre mamme!

Nutrire il propri figlio: c’è differenza tra allattamento al senso e allattamento con il biberon? Un elenco di motivi ragionati e condivisi vi aiuterà a rispondere a questa domanda!

Allattamento al seno

Apriti cielo! Ormai fortunatamente io sono fuori dal tunnel dell’allattamento: Paola ha quasi 16 mesi e l’unico latte che prende è quello dentro al biberon per colazione. Mi sembra un secolo fa quando si nutriva solo di quello: ora mangia tutto e fortunatamente è una bambina serena anche senza averla attaccata alla tetta. Io non ho allattato mia figlia se non per un breve periodo, una settimana circa, e dopo giorni di pianti e di capezzoli pieni di vesciche per via del tiralatte, ho deciso di passare al latte artificiale.

Questo ha portato con sé una serie di critiche, perché è vero che il latte materno è da preferire per l’alimentazione dei neonati, ma è altrettanto vero che – come mi ha detto un’amica psicologa – il latte non è l’unico nutrimento. Ci sono l’amore, la cura, la voglia di crescere insieme. Probabilmente sarei stata molto più ansiosa se mi fossi imposta una decisione che non sentivo mia.

Dal 1° al 7 agosto è stata celebrata la settimana Mondiale dell’Allattamento al Seno e Kim Simon, madre e blogger nonché portavoce del progetto “I Support You” (Io ti sostengo) , che vuole aiutare le mamme a comprendere le connessioni tra il latte al seno e quello in formula, ha elencato una serie di  motivi per cui secondo lei l’allattamento al seno e quello artificiale sono la stessa cosa. E lei lo sa bene: ha allattato il primo figlio con il biberon, mentre il secondo è riuscita ad allattarlo al seno per 14 mesi.

Le sue motivazioni non sono date da spiegazioni organiche, ma – diciamo così – sociali o che hanno a che fare con la vita del neonato. Noi ne abbiamo estrapolate alcune e ve lo proponiamo.

22 ragioni per cui non c’è differenza tra allattamento al seno e allattamento col biberon

1. Ti dovrai svegliare sempre ogni 3 ore la notte per dargli da mangiare

2. Proverai ansia al controllo dal pediatra per il peso del bambino

3. Ti dispererai se ti cadrà il latte, perchè in ogni caso è prezioso

4. Avrai come pensiero fisso se il bambino ha fatto la pupù, quanta ne ha fatta, di che colore è: magari sei in fila al supermercato e ti ritrovi a riflettere sulle funzioni fisiologiche dell’infante.

5. Diventerai una super esperta di rigurgiti

6. Discuterai sicuramente con qualcuno di come stai allattando il tuo bambino, di dove lo stai allattando o con cosa lo stai allattando. 

7. Ti domanderai se starai facendo bene e penserai che chiunque è migliore di te.

8. Pregherai che il tuo bambino si addormenti mentre lo stai allattando. Chiuderai gli occhi e fingerai di addormentarti, mentre il bambino probabilmente si annoierà restando sveglio. La maggior parte della volte sarai tu quella che vorrebbe dormire.

9. Parlerai molto con te stessa, immaginando che tuo figlio ti legga la mente e possa sentirti pregare: “Per favore dormi! Per favore dormi! Per favore dormi!”

10.  Non appena ti siederai per allattare, suonerà il campanello. 

11Non appena ti siederai per allattare, tuo figlio vorrà qualcos’altro.

12. Tuo figlio cercherà di prendere i tuoi occhiali ogni volta che cercherai di allattarlo, alla fine cederai e glieli daraii. Chi ha bisogno di vedere, se stai fingendo di dormire?

13. Sarai ossessionata dal fatto che non mangi abbastanza.

14. Quando allatterai tuo figlio in pubblico penserai che tutti ti stiano guardando…e giudicando.

15. Tua suocera avrà la sua opinione su come dovrai allattare tuo figlio.

16. Quando nascerà il piccolo i parenti improvvisamente diventeranno dei puericoltori: diranno la loro su ogni cosa e anche sull’allattamento. Dalle vecchie scuole di pensiero delle bisnonne che ti diranno di mangiare in abbondanza per far venire il latte, a quando dovrai attaccare il bambino alla tetta perché secondo loro se piange ha fame. Oppure – nei casi più insopportabili – non accetteranno che tu non voglia allattarlo al seno. E non sono solo i parenti a scoprirsi degli esperti di bambini, ma anche la vicina, il fruttivendolo, persino il postino.

17. Piangerai quando dovrai tornare al lavoro e qualcun’altro gli darà da mangiare.

18. Piangerai se non dovendo tornare al lavoro sarai responsabile della sua alimentazione per sempre fino alla notte dei tempi.

19. Sarai ossessionata dal dubbio sul fatto che prenderà o meno il biberon dalla babysitter la prima sera che uscirai.

20. Sarai orgogliosa del fatto che tuo figlio si addormenterà solo con te, per quello che fate solo voi due o per la canzoncina che gli canti tu.

21. Un giorno tirerai il respiro, ti guarderai indietro e ti renderai conto di aver fatto delle grandi cose e starai bene.

22. Ricorderai, guardando indietro, il modo in cui le sue ciglia si chiudono sulle guance mentre beve e aspetterai il momento in cui le sue manine paffute accarezzeranno le tue braccia. La parte migliore della giornata sarà il momento in cui in silenzio tu e il tuo bambino vi rilasserete insieme e lui mangerà e tu respirai e ti sentirai forte. 

Eh sì, perché le fatiche delle mamme sono le stesse, indipendentemente dal tipo di allattamento scelto: per questo non dovrebbero esistere discriminazioni tra chi allatta naturalmente e chi no.

E voi unimamme? In quanti di questi punti vi riconoscete?

 

(Fonte: Huffington Post)

Firma: Valentina Colmi

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