Affido familiare: un altro modo di essere genitori

L’affido familiare dà la possibilità alle famiglie d’origine, al minore e alle famiglie affidatarie di vivere un’esperienza importante di sostegno e affetto.

Due bambine di etnie diverse corrono insieme

Ci sono molte possibilità di essere genitori, oltre al concepire un figlio in modo naturale, una di queste è l‘affido familiare.

L‘affido familiare è un intervento di supporto temporaneo, che consente di avere in custodia temporanea un minore, con l’obiettivo di inserirlo in un contesto familiare che si occupi delle sue necessità. Nasce con la finalità di sostenere il minore nei suoi bisogni sia fisici che psicologici, sul piano emotivo e delle relazioni con mondo adulto.

L’affido viene richiesto nel momento in cui la famiglia di provenienza non è in grado di soddisfare le necessità del minore sul piano dei bisogni materiali o su quello del sostegno psico- emotivo, e può rappresentare una valida alternativa all’adozione pur essendo, per molti aspetti, differente.

Sostanzialmente l’affido familiare permette alla famiglia del minore di ottenere l’aiuto di un’altra famiglia nel custodire temporaneamente il figlio, nell’attesa di poterlo nuovamente accogliere in casa, una volta superate le difficoltà.

Chi può presentare domanda? La legge prevede che, a prescindere dall’età, ne possono fare richiesta:

  • coppie,

  • single,

  • nuclei familiari sposati e non.

Ecco le caratteristiche fondamentali dell’affido familiare:

  • i rapporti del minore con la famiglia di origine vengono mantenuti in tutti i casi;

  • i genitori che decidono di intraprendere un percorso di affido non devono possedere requisiti particolari e dal punto di vista giuridico la situazione del minore non cambia (ad esempio, il minore mantiene il proprio cognome);

  • possono essere dati in affido sia bambini che neonati o ragazzi, fino al raggiungimento della maggiore età, inoltre possono venire affidati anche fratelli o sorelle della stessa famiglia, o ragazzi con handicap;

  • spesso vengono dati in affidamento ragazzi che già risiedono presso comunità o case famiglia, per permettere loro di fare un’esperienza al di fuori di quelle realtà.

Ci sono casi in cui l’affido avviene con il consenso della famiglia d’origine, e casi in cui è il tribunale dei minori a decidere che i minori vengano affidati ad un’altra famiglia.

Quali sono le tipologie di affido possibili? I minori possono trascorrere periodi di varia lunghezza presso le famiglie affidatarie definendo diverse tipologie di affido:

  • affido diurno: quando il minore trascorre solo alcuni momenti della giornata o della settimana con la famiglia affidataria per poi tornare a casa;

  • affido a breve termine: quando il minore si reca dalla famiglia affidataria per un breve periodo;

  • affido a lungo termine: quando il minore viene affidato ad una famiglia per un lungo periodo, mesi o addirittura anni;

  • affido d’urgenza: è una formula di affido che viene effettuata nel caso in cui ci siano emergenze nel nucleo familiare d’origine ( maltrattamenti, abbandono) e il minore abbia all’improvviso bisogno di essere accolto da una famiglia affidataria.

Le famiglie che prendono in affido un minore ricevono dallo Stato un sostegno economico mensile, a riconoscimento dell’importanza e del valore che rappresenta il decidere di accogliere un minore che ha bisogno, e di aiutare una famiglia a superare un periodo di difficoltà.

La famiglia o il singolo che accolgono il minore hanno allo stesso tempo la possibilità di fare un’esperienza emotiva ed educativa a tutti gli effetti, e di sperimentare la genitorialità.

Per avere informazioni su come chiedere un minore in affido ci si può rivolgere ai Servizi Sociali Territoriali (presso le ASL), che daranno tutte le indicazioni necessarie a chi volesse intraprendere questa avventura, e forniranno un supporto al minore e alle famiglie durante tutto il periodo dell’affido.

Tentar non nuoce… 

Firma: Gioia Salvatori

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